La Memoria a Rimini 2026

giovedì 22 e venerdì 23 gennaio
ore 10 > Teatro degli Atti
Mozart ad Auschwitz. Il segreto che cambiò la mia vita
Reading teatrale/musicale di e con Alessia Canducci
Musiche eseguite dal vivo di Federico Squassabia
In collaborazione con l’associazione culturale Alcantara Teatro per la Rassegna Nuove Generazioni

Lo spettacolo si ispira al racconto The Mozart question di Michael Morpurgo: protagonisti sono la fascinazione della musica e il suo potere salvifico, gli orrori dei lager nazisti e la difficoltà dei sopravvissuti di parlarne, il potere della narrazione come svelamento di sé e incontro con l’altro.
Paolo, ragazzino attratto dalla musica, sa che il proprio padre è stato musicista anche se ora non vuole parlare del suo passato né suonare più. L’incontro con un violinista di strada gli permetterà di liberare il talento e la vocazione per la musica e scoprire il doloroso segreto dei propri genitori, ebrei sopravvissuti ad Auschwitz.
Lo spettacolo è anche un viaggio musicale che conduce il giovane pubblico all’ascolto di Mozart, partendo da campionamenti sinfonici e ritmiche contemporanee (hip hop, elettronica, trap) fino ad arrivare a composizioni originali.
Durata: 60 minuti
Età consigliata: 11/14 anni
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martedì 27 gennaio ore 10.30
> Parco “Ai Caduti nei Lager 1943-1945”, via Madrid
Cerimonia di deposizione di una corona di alloro al monumento dedicato alle vittime dei lager nazisti e di tutte le prigionie, alla presenza delle autorità civili e militari, dei rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma e di una delegazione studentesca

Sono stati i bambini della Scuola Elementare "Villaggio Nuovo" a rendere la cerimonia del Giorno della Memoria un momento davvero sentito e coinvolgente; le classi 5ª A e 5ª B hanno animato la commemorazione con canti, letture e riflessioni personali, trasformando il ricordo in un messaggio vivo rivolto al futuro. Con le loro voci e i loro pensieri, gli studenti hanno dato forza alla memoria delle vittime della Shoah, rendendo particolarmente toccante il momento della deposizione della corona d'alloro davanti al monumento che ricorda le vittime dei campi di concentramento nazisti e di tutte le forme di prigionia.

La cerimonia ha visto la partecipazione del Sindaco Jamil Sadegholvaad, del Viceprefetto Giuseppe Mario Puzzo, della Presidente dell'Associazione Nazionale ex Internati di RiminiSonia Tamburini, insieme alle autorità civili e militari e ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d'arma con i rispettivi labari.

I giovani studenti hanno interpretato la canzone ebraica "Gam Gam", una delle più famose della tradizione Yiddish, intervallandola e susseguendola con letture e riflessioni dei loro pensieri personali. In un gesto particolarmente significativo, i bambini hanno offerto ai presenti piccole pergamene con i loro pensieri scritti, passando tra le persone con un cestino, creando così un momento di condivisione profonda tra le generazioni. 

Alcuni passaggi del saluto del Sindaco alla cerimonia di questa mattina:

"Delle tante cose che si possono, anzi si devono dire non solo nel Giorno della Memoria ma in tutti i giorni dell'anno, ce n'è una che mi pare il centro di tutto: adesso tocca a tutti noi.
Dalla più grande tragedia della storia dell'uomo, che ricordiamo ogni 27 gennaio come omaggio a chi è caduto e come monito a non ripetere, a oltre 70 anni di distanza restano davvero poche testimonianze dirette di persone che da quei campi di concentramento ne sono uscite.
Sono le persone, pensiamo ad esempio a Liliana Segre, che hanno trascorso gli ultimi 70 anni a raccontare quanto è accaduto perché consapevoli che la fiamma della tragedia, se sottoposta al vento della dimenticanza, prima si riduce a fiammella e poi si spegne del tutto. Il rischio è che tra pochi anni della Shoah, nei libri di storia, rimangano solo poche righe, perse tra tante altre. Quelle persone, i sopravvissuti, ci lasciano un'eredità e un compito.
Come in una staffetta, ci hanno consegnato e ci consegnano le esatte coordinate della più grande delle tragedie, e lo hanno fatto e lo fanno perché a nostra volta, ricordando e raccontando, siamo noi stessi a passare tutto questo a chi verrà dopo di noi.
Oggi ci sono tante bambine e tanti bambini: essere qui per voi è il primo passo per qualcosa che dovrà sempre fare parte della vostra vita, conservandolo nel vostro cuore e raccontandolo al mondo. Il Giorno della Memoria è vivere per raccontare."

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martedì 27 gennaio
ore 21 > Teatro Galli
Fra cielo e terra: il campo di Theresienstadt e la musica dei bambini
Gustav Mahler - Sinfonia n. 4 in sol maggiore (versione di E. Stein)
Concerto per ensemble da camera e soprano
• Bedächtig, Nicht eilen, recht gemächlich (Riflessivo, Non affrettato, Molto comodo)
• Im gemächlicher Bewegung (Con movimento tranquillo, Senza fretta)
• Ruhevoll (Calmo)
• Sehr behaglich “Das himmlische
Leben” (Molto comodamente) da “La vita celeste” per soprano solo da “Des Knaben Wunderhorn”

Un concerto idealmente dedicato ai bambini e le bambine che nel campo-ghetto di Theresienstadt furono coinvolti nella creazione e Il binario del campo di Auschwitz-Birkenau Concerto nel dormitorio (1942), disegno di Helga Weiss, internata a Terezìn a 13 anni. Tratto da H. Weiss, Il diario di Helga. La testimonianza di una ragazza nei campi di Terezin e Auschwitz, Einaudi, 2013 nell'esecuzione di musica, pur in quelle condizioni terribili, come forma di resistenza e di espressione artistica, in particolare con l'opera per bambini Brundibár, a loro stessi tragicamente sopravvissuta.
In una fantastica dimensione celeste, ricca di pace, musica ed elementi surreali, la Sinfonia alterna momenti di pura ed innocente gioia infantile alle ombre inquietanti di atrocità.
I quattro movimenti sono intervallati da letture delle poesie dei bambini di Terezín.
Ingresso gratuito

Terezin

 

Concerto nel dormitorio (1942), disegno di Helga Weiss,
internata a Terezìn a 13 anni. Tratto da H. Weiss, Il diario
di Helga. La testimonianza di una ragazza nei campi di
Terezin e Auschwitz, Einaudi, 2013

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giovedì 29 gennaio
ore 21 > Teatro degli Atti
Pugni pesanti
Leve contro la guerra
di e con Denis Campitelli
regia Alberto Grilli
produzione Teatro Due Mondi
Seconda Guerra Mondiale. Anselmo Mambelli, un giovane contadino romagnolo, nel 1940 finisce dentro l’infernale giostra della guerra e viene spedito in Nord Africa. Anselmo è abituato a combattere, ma sul ring.
Da anni si diletta con l’arte della boxe ed è già un piccolo campione dei pesi welter. Nel suo paese i suoi pugni sono conosciuti perché veloci, abili e pesanti. Ma la guerra è un’altra cosa.
Quando si combatte non si saluta l’avversario, non gli si stringe la mano, non esiste l’incontro: l’unica regola è vincere o sopravvivere allo scontro.
Il racconto di un ragazzo italiano che, grazie alla passione per la boxe, riuscì a sopravvivere agli orrori della guerra.
Tratto da una riscrittura del racconto breve “Ultimo round a Tripoli” di Flavio Dell’Amore.
Ingresso unico € 15,00