Violenze del Novecento a Trieste - Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia

UN PERCORSO TRA LE VIOLENZE DEL NOVECENTO NELLA PROVINCIA DI TRIESTE

Volume pubblicato con il contributo della Provincia di Trieste Za objavo knjige je prispevala Tržaška pokrajina

Quando l’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia sottopose alla Provincia di Trieste una richiesta di contributo per la pubblicazione di questo volume espressi immediatamente parere favorevole perché l’iniziativa non poteva che contribuire a favorire la conoscenza delle tragedie che hanno segnato la storia del Novecento nella Venezia Giulia. Come correttamente dichiarato dagli autori, la pubblicazione va letta non come esempio di una possibile «memoria condivisa», ma come una guida che nel percorrere, attraverso l’individuazione di luoghi e monumenti, i drammi del secolo da poco trascorso, si propone come agile strumento alla riflessione, alla conoscenza e al riconoscimento delle diverse memorie. Gli episodi ricordati e analizzati non possono infatti essere posti tutti sullo stesso piano, poiché non ebbero le medesime matrici né le stesse motivazioni. Rifuggire dalla semplificazione che alle volte rischia di accompagnare gli excursus storiografici destinati alla larga divulgazione, significa non solo guardare gli avvenimenti senza infingimenti, ma anche riconoscere giusto peso ai fatti ed ai protagonisti. Spero che questo libro, di cui auspico la distribuzione nelle scuole, specie quelle di secondo grado, possa contribuire a una conoscenza più dettagliata e meno faziosa delle vicende che segnarono Trieste e la sua provincia in una costante altalenanza di convivenza e di lacerazione, di speranze e di frante illusioni, di atrocità e di mistificazioni che per troppo tempo hanno offuscato una comprensione reale di cosa abbia voluto dire essere cittadini della Venezia Giulia nel secolo scorso. Slataper, nell’incipit del suo unico romanzo, Il mio Carso, ricorda: «Vorrei dirvi: Sono nato in Carso, in una casupola col tetto di paglia annerita dalle piove e dal fumo. Vorrei dirvi: Sono nato in Croazia, nella grande foresta di roveri. Vorrei dirvi: Sono nato nella pianura morava ….Vorrei ingannarvi, ma non mi credereste». Parole che richiamano nella costruzione anaforica, la complessità del tessuto sociologico triestino. Di fatto per lunghi anni è stato poi impossibile riconoscere la molteplicità di origini e di tradizioni, rinunciando a una cultura che nei secoli si era fatta composita. I tempi sono ora diversi: nella nuova Europa allargata spero che la convivenza diventi rispetto e che non si parli più di tolleranza ma di uguaglianza.

Maria Teresa Bassa Poropat Presidente della Provincia di Trieste