Presentazione del libro Echi dal sottosuolo. Il campo tedesco sulle rovine del ghetto di Varsavia 1943-1944
L’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea, in collaborazione con il Comune di Rimini, organizza, per lunedì 2 febbraio alle ore 17.00 presso la Cineteca comunale, un incontro con Lidia Maggioli autrice del libro Echi dal sottosuolo. Il campo tedesco sulle rovine del ghetto di Varsavia 1943-1944 (Guerini Editore 2025).
L’Autrice dialogherà con la direttrice dell'Istituto Storico di Rimini Francesca Panozzo.
La tragedia ineguagliata della Seconda guerra mondiale e della persecuzione razziale antiebraica, e per contro la profonda aspirazione alla pace espressa dai sopravvissuti, fanno di questo libro una testimonianza di grande attualità. Tra le migliaia di campi di concentramento e luoghi di detenzione creati in Europa dal Terzo Reich, quello sorto nell'area del ghetto ebraico di Varsavia dopo la sua distruzione per mano tedesca nel maggio 1943, è forse uno dei meno noti.
Il progetto di Himmler di dare un colpo di spugna radicale a quel vasto spazio contaminato dalla «razza» inferiore si rivelerà velleitario, in special modo per i ritrovamenti di ogni genere effettuati dai forzati. Sono talora povere testimonianze della vita precedente oppure oggetti preziosi appartenuti alle famiglie del ghetto, o intere biblioteche, oltre a corpi insepolti che spuntano ovunque. Senza contare che qualcuno si nasconde ancora nei cunicoli sotterranei. Perché, se c'è sempre una penna per scrivere il futuro, come diceva Albert Einstein, non esiste una gomma capace di cancellare tutto il passato.
In una ricca panoramica di casi, il saggio pone in primo piano le biografie dei perseguitati, ai quali tenta di restituire il vissuto. Si tratta di uomini originari di ogni angolo d'Europa, Italia compresa, che percorrono in maggioranza l'itinerario da Auschwitz a Varsavia a Dachau e di qui a sottocampi dove li raggiunge la liberazione. Se per alcuni le notizie risultano avare, per molti altri il cammino della deportazione, percorso spesso con le famiglie dalle quali i più vengono divisi per sempre, è esplicitato nella sua drammaticità.
La prefazione al libro é di Laura Fontana.
L’incontro rientra nell’ambito delle iniziative organizzate con la collaborazione del Comune di Rimini – Educazione alla Memoria, per la ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno per commemorare le vittime dell'Olocausto.
Lidia Maggioli, già insegnante e dirigente scolastica, ora si dedica alla ricerca storica e alla narrativa. Ha curato l’autobiografia di Cesare M. Finzi, Qualcuno si è salvato, ma niente è stato più come prima (Il ponte Vecchio, 2006). È autrice e coautrice di saggi storici sulla Seconda guerra mondiale, in particolare su internamento e persecuzione politica e razziale. Inoltre vanta pubblicazioni in ambito narrativo, quali racconti e romanzi, anche per ragazzi. Ha scritto con Antonio Mazzoni Il ponte Sette luci, biografia di Giuseppe Levi Cavaglione (Metauro 2012); Spiagge di lusso, antisemitismo e razzismo in camicia nera nel territorio riminese (Panozzo 2016, 2017 e 2021); L’internamento libero nelle Marche durante il periodo bellico: una ricerca aperta, sta in Storie di uomini e di donne tra internamento e Resistenza nella Marche (Meum, 2017); Baracca numero 25. Dalla strage di Podhum all’internamento in Italia, 1942-1944, sta in La fine della guerra fredda. Storia e problemi contemporanei (Franco Angeli, 2022).
Info:
Cineteca comunale di Rimini via Alessandro Gambalunga, 27
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Istituto Storico Rimini tel. 0541.24730 www.istitutostoricorimini.it
