Logo stampa
 

Presentazione Home Page

Rimini e la Memoria

Incontro con Gad Lerner

Alcuni studenti del Progetto Educazione alla Memoria incontrano Gad Lerner
27 gennaio 2010
Leggi la loro intervista e le recensioni a Scintille


Da oltre 40 anni l’Amministrazione Comunale di Rimini promuove un’intensa attività di riflessione sulla storia della Shoah e sulla deportazione. Un progetto cresciuto di anno in anno, fino a diventare una vera e propria attività educativa capace di coinvolgere e interessare centinaia di giovani studenti ed insegnanti, un’attività divenuta anche un punto di riferimento a livello nazionale per la didattica della Shoah.

Accompagnare di anno in anno, i nostri studenti in visita ai lager è per noi amministratori una straordinaria occasione di confronto e di riflessione con le giovani generazioni.

Perché adoperarsi per trasmettere la memoria di questa tragedia umana ed universale non è solo un imperativo morale o un esercizio intellettuale, ma significa davvero contribuire a sensibilizzare le giovani generazioni sui valori dei diritti dell’uomo.


Che senso ha ricordare? L'attività di educazione alla memoria.
Dal 1964 ad oggi, sono più di duemila i ragazzi delle scuole di Rimini che hanno avuto l'opportunità di approfondire la conoscenza storica della deportazione e della Shoah, visitando un campo di concentramento o di sterminio, o un luogo della memoria.
Rimini è stata la prima città italiana a promuovere e finanziare viaggi studio ai lager nazisti per i giovani, avviando un'iniziativa che si è poi consolidata nel tempo, assumendo dalla fine degli anni Novanta la forma di un vero e proprio progetto didattico articolato lungo un intero anno scolastico.
Oggi, il progetto Educazione alla Memoria di Rimini è riconosciuto a livello nazionale e internazionale come un modello e riferimento qualificato per l'insegnamento della Shoah e la trasmissione della memoria alle giovani generazioni.

Il senso dell'attività dell'Amministrazione Comunale con il Progetto Educazione alla Memoria è molto ben espresso dalle parole di uno dei tantissimi studenti che in questi anni hanno partecipato ai seminari e ai viaggi-studio.


Che senso ha ricordare?
"E' un luogo comune rispondere per non dimenticare e non ripetere gli stessi sbagli.

Io credo che non sia questo lo scopo perché come queste uccisioni di massa cosi disumane sono accadute in passato possono ripetersi anche in futuro. Anche in una società moderna e consapevole come la nostra accadono fatti molto simili (come ad esempio gli stermini in Tibet), questo perché la violenza nei confronti dei propri simili per ragioni egoistiche e futili è sempre stata una caratteristica dell' uomo e penso che almeno adesso sia difficile debellare tale caratteristica.

Quindi perché ricordare? Che senso hanno tutti i progetti sull'educazione alla memoria? dal mio modesto punto di vista essi servono a noi persone comuni a rapportarci in modo più consapevole e critico nei confronti della società e nei confronti di ciò che ci accade intorno.
E in un possibile futuro ma anche in un reale presente dove gli stessi orrori si ripetono ancora una volta nella storia non essere impassibili, non fare parte di quella "zona grigia" che per un motivo o per l'altro, si sono adeguati forzatamente al potere e hanno collaborato ad un orribile capitolo della nostra storia, ma reagire e opporsi anche nel nostro piccolo, come avrebbero desiderato penso le migliaia di persone morte nei campi di concentramento.
Per questi motivi penso sia importante ricordare e fare certe esperienze come quella che ho fatto io.
"

Federico Grossi, Liceo Scientifico "A Einstein"- Anno scolastico 2007/2008

 

NOTIZIE ED EVENTI