La memoria del fascismo in Italia: un passato che non vuole passare?

Opinioni divergenti a confronto in merito alla realizzazione di un centro di documentazione sul fascismo a Predappio.
La parola agli storici e intellettuali italiani: un resoconto a cura di Laura Fontana e Daniele Susini.

E' certamente cosa nota a tutti che a metà febbraio 2019 il Governo italiano si è dichiarato disponibile a finanziare un "Museo del fascismo", in realtà definito come "Centro studi sul fascismo" o "Centro di documentazione sul fascismo", da istituire a Predappio, località della Romagna in provincia di Forlì che oggi conta circa 6.000 abitanti e che è entrata nella storia come luogo natale di Benito Mussolini. 

«Non un museo statico, ancor meno nostalgico o rievocativo, ma un centro vivo di riflessione, studio, documentazione e divulgazione contro tutte le forme di dittatura», ha detto al riguardo l’Assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti. È un progetto storico-culturale che faccia dell'ex Casa del Fascio un centro di studi internazionali sul fascismo e contro tutti i totalitarismi. L'idea è di partire laddove simbolicamente il fascismo è nato, per studiarne l'evoluzione fino ai nostri giorni, in cui drammaticamente si sta riproponendo in nuove forme sullo scenario europeo. Nulla di statico o peggio ancora di rievocazione nostalgica, ma una realtà viva contro tutte le forme di dittatura, di ieri e di oggi. Altrimenti non si sarebbe nemmeno cominciato a discuterne».

Si tratterebbe di un museo o centro molto grande (2.700 metri quadrati), da istituire su più piani nell’ex Casa del fascio, il cui costo di realizzazione è stato stimato in 5 milioni di euro, di cui una parte verrebbe coperta dallo Stato.
http://www.lastampa.it/2016/02/16/italia/cronache/due-milioni-dal-governo-per-il-museo-del-fascismo-elAgLLmxP7OTxhUYoXAEQJ/pagina.html

La decisione ha suscitato e sta suscitando un vivace dibattito tra i rappresentanti istituzionali, gli storici e gli addetti ai lavori che si interrogano sull’opportunità di questa scelta e sul rapporto, per molti versi ancora irrisolto, tra la coscienza politica italiana e il suo recente passato.

L'idea di questo museo/centro è stata promossa soprattutto dal sindaco della cittadina romagnola, Giorgio Frassineti (PD), per provare ad affrancare la città che amministra da quel culto nostalgico del Duce che ogni anno porta a Predappio (soprattutto in occasione delle date anniversario del regime) comitive di neo-fascisti o semplicemente di turisti curiosi, attirati in quel luogo anche da un contesto di folklore kitsch che si nutre di gadget e itinerari simbolici (persino etno-gastronomici) legati a frasi, cimeli o al ricordo di azioni della dittatura mussoliniana.