Riflessioni del viaggio Polonia 2004

Viaggio studio a Auschwitz (Polonia) 2004
Qui di seguito le riflessioni di alcuni partecipanti.

Mi scuso infinitamente per l’immenso ritardo, ma mi sono accorta solo pochi giorni che internet e quindi la mia e-mail non funziona e quindi non le è mai arrivata.
Prima di tutto volevo ringraziare lei e tutti coloro che mi hanno permesso di fare questo importante viaggio studio Auschwitz – Birkenau, perché ritengo sia stato un vero e proprio arricchimento personale e completamento del corso riguardante il Terzo Reich, così da poter approfondire ancor di più ciò che durante i corsi ho potuto apprendere. Ringrazio soprattutto la presenza di Shlomo che grazie alla sua preziosa testimonianza mi ha reso ancora più chiaro ciò che è avvenuto sia sul piano storico (grazie anche allo studio approfondito di Laura), che sulla propria esperienza, davvero interessante e anche drammatica.
Una cosa che mi ha colpito in particolare è la premessa che lei ha fatto, riguardante il modo in cui stare di fronte a ciò che saremmo andati a visitare, dicendo che c’erano 2 modi: o visitando Auschwitz – Birkenau in modo “sentimentale” considerandolo solo come un “enorme cimitero”, oppure studiarlo dal punto di vista storico per capire ciò che realmente è accaduto e perché, senza ovviamente escludere il fatto che comunque nei campi sono state sterminate migliaia di persone (ebrei e no).
Ad Auschwitz I° c’ero già stata con la mia famiglia, ma circa 10 anni fa e nonostante la mia tenera età il museo mi era rimasto piuttosto impresso e anche la scritta d’entrata: “Il lavoro rende liberi” e quindi spesso avevo delle reminiscenze; ma il modo in cui quest’anno abbiamo, grazie al suo prezioso aiuto, affrontato la visitata è stato del tutto diverso e molto più interessante. Invece dentro Birkenau non c’ero mai stata.
Sinceramente non mi aspettavo un viaggio così, pensavo che non mi avrebbe colpito particolarmente, infatti pensavo di non vedere niente di nuovo invece come lei ci ha ripetuto più volte durante il viaggio abbiamo visitato luoghi che solitamente non vengono visitati, quindi un continuo arricchimento e per questo sono molto grata al Comune di Rimini e a tutti gli adulti che ci hanno guidato durante i corsi e tutto il viaggio, grazie tante.

Alice Migani


17-20 aprile 2004
Ringrazio Shlomo Venezia (arrestato ad Atene nel 44’ e deportato ad Auschwitz, uno dei pochissimi addetti al Sonderkommando rimasti in vita dopo la liberazione) perché nel viaggio ad Auschwitz, con semplici parole, ha portato una forte ed ampia testimonianza su questi anni terribili, che hanno segnato la sua vita e quella di molte altre persone, per la sola colpa di essere nati.
Dedico a Shlomo questo mio cd e dato che chi ascolta un testimone diventa a sua volta un testimone, spero di compiere al meglio questo compito perché il genocidio nazista non venga mai dimenticato. La storia deve essere di insegnamento per migliorare il futuro e non commettere gli stessi errori… per questo vorrei ricordare anche le tante persone che ogni giorno muoiono violentemente nelle guerre.
Ringrazio anche Laura Fontana che ci ha preparati nel migliore dei modi a questa visita.
Stefania


Il mio giudizio e le mie impressioni riguardo il seminario solo cousteau, sono molto positive, in quanto esso ha trattato in maniera completa e precisa l'argomento sviscerandolo nei suoi aspetti, illustrandone i vari punti di vista e cercando di comprendere quali sono state le cause e contesto da cui è stato generato. In particolare ho apprezzato il riferimento alla tua vita e alle problematiche che ancora oggi esistono riguardo al razzismo e al pregiudizio razziale. Infine ho avuto anche la fortuna di partecipare al viaggio. Del viaggio non posso essere che entusiasta è stata una esperienza unica; tutto è stato organizzato alla perfezione e la visita ai campi di concentramento e di sterminio ha suscitato in me forte emozioni. In questa esperienza è stato fondamentale l'apporto di Shlomo Venezia, il reduce che ci ha permesso di immaginare che cosa è successo all'interno di quelle terribili recinzioni. La sua memoria e la sua incredibile umanità ci ha fatto rivivere insieme a lui quell'orrore. Inoltre penso che non sia possibile descrivere in pieno le emozioni suscitate da racconti del genere, esposti nel loro contesto storico. Spero che altri possano fare questa esperienza che giudico unica.
Alberto Podeschi


Raccontare di Auschwitz certo non è facile come può apparire; limitarsi a ripetere ciò che è scritto sui testi di scuola o ascoltare un documentario sul genocidio degli ebrei e relativamente facile, ciò che risulta difficile invece è immedesimarsi e capire opportunamente i reali fatti accaduti. Solamente che si reca nei campi di sterminio può capire cosa sia la sofferenza, la vista delle stanze, dei letti, ma soprattutto delle fotografie ed oggetti personali di ogni singolo ebreo può indurre riflessione e suscitare sentimenti contrastanti, ma sicuramente non si può fare a meno di ammettere che tutto ciò che si è verificato è una terribile esaltazione della fobia umana. Ad ogni azione c'è un limite, ma purtroppo visitando Auschwitz si capisce tristemente che il limite in certi casi non solo viene superato, ma che talvolta si verificano alterazioni della razionalità umana. Nel vedere le foto e sentire le tragiche storie di ragazzi giovanissimi non può che farci riflettere e tirare un sospiro di sollievo, ringraziando dopotutto di non essere nati in quello squallido periodo. Le testimonianze di Shlomo hanno accentuato il degrado storico che si è instaurato nel cuore dell'Europa durante lo scorso secolo. Ascoltando  Shlomo più volte mi sono chiesto se tutto ciò sia accaduto realmente e che cosa abbia spinto l'uomo a terminare il proprio simile; ad ogni risposta si possono associare diverse interpretazioni più o meno corrette, ma ciò che è sicuro è che nessun pretesto può giustificare quanto è accaduto. Credevo che studiando la storia e riflettendo certi errori e terribili atrocità venissero definitivamente debellati, invece mi rendo conto seguendo anche le recenti vicende della guerra al terrorismo in Iraq, che l'animo umano è difficile da cambiare. Quando dicono che l'uomo si distingue da tutti gli esseri viventi per la sua capacità di relazionarsi, di pensare razionalmente non ci credo più, anzi ritengo che tra i tanti esseri animati esistenti il vero e unico "animale" sia proprio l'uomo. L'esperienza vissuta Ad Auschwitz è stata senza dubbio molto toccante e credo che in ognuno di noi abbia acceso il lume della speranza, speranza seria fondata sul valore di serenità pace e d'amore.
Angelo Poliseno


Per prima cosa desidero ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questo viaggio e in particolare la carissima Laura per averti accompagnato in Polonia assieme slomo: nessuno meglio di loro avrebbe saputo donarci ciò che abbiamo ricevuto in quei meravigliosi quattro giorni. Oltre ad un profondo arricchimento culturale a livello personale, ho riscontrato un'immensa carica emotiva di sbigottimento nel vedere coi miei occhi ciò che l'uomo è stato in grado di fare; leggere sui libri di storia e ciò che è successo è lacerante ma vederle viverlo di persona lo è stato ancora di più. Questo perché è tutto talmente orrendo che sembra impossibile: ciò che mi ha segnata di più è stato il non riuscire a credere alla storia sebbene stessi vedendo con i miei occhi. È stato raccapricciante notare i grandi contrasti e dei campi: sopra di noi splendeva il sole, un sole che, nelle fotografie che compaiono sui libri ed enciclopedie, pare sempre coperto da nubi grigie nebbia. Sembrava quasi una beffa all'orrore, questo sole splendente... E poi gli uccellini: tanti uccellini sugli alberi che costeggiavano Auschwitz-Birkenau... erano cinguettii che stridevano con tutto il resto del luogo: il canto della morte...La voce di Shlomo: È stato in grado di raccontarci episodi toccanti atroci della sua permanenza lì sempre con il sorriso sulle labbra; pareva quasi impossibile come lui fosse in grado di chiudere il passato dentro un libro e leggerlo per noi come se fosse estraneo all'accaduto. Ci sarebbero troppe cose da dire e un foglio di carta è solo in grado di sminuire tutto quello che questo viaggio ha improntato dentro di me: a volte ci sono eventi che lasciano dentro il cuore di ognuno delle sensazioni talmente profonde che è giusto limitarsi a sentirle, senza la stretta necessità di esternare a tutti i costi. Forse perché in queste situazioni capita che non si sia in grado di trovare le parole giuste per esprimersi: allora è sicuramente meglio non far cadere gli eventi con parole banali. Ad una cosa teneva in particolar modo: per me è stato molto positivo anche il fatto che si sia creata una splendida compagnia.
Chiara Ridolfi


Un tratto della mia impressione senza il filtro dei giorni meditativi dopo il ritorno.
Mente lucida, razionale: mi sono ripromessa, anzi imposta. Curiosa come sempre attenta più che potevo già da questa mattina. la mente lucida mi aiuta ad essere obiettiva e, di conseguenza, a vedere le cose per trovarvi più insegnamento giacché ogni punto di vista ha un motivo, una base, un ragionamento da comprendere come se fosse nostro. Ma posso garantire che fino al momento in cui non ho appoggiato il mio primo sguardo al paesaggio sterminato di Birkenau (così come ci si è presentato già dal pullman) non avevo riscontrato nella realtà (realtà vista da Auschwitz I durante questa mattinata) ciò che la mia mente aveva cercato di riprodurre vero sibilmente dalle letture, dalle lezioni, dai video, dalle testimonianze e, sinceramente ne ero rimasta un po' delusa. Delusa perché era stato per me è un difficilissimo lavoro di immedesimazione durato sei mesi che tuttavia presentava da parte mia innumerevoli lacune (oggi direi che era inevitabile!) quindi avrei desiderato vedere se il "grigio" mio immaginario poteva in un certo senso corrispondere alla realtà effettiva che avrei trovato ad Auschwitz. Ma no; l'industria della morte della mia mente questa mattina non aveva saziato la sua aspettativa: mi era sembrata quasi troppo lussuosa per ospitare coloro che definivano "pezzi". Nella mia grandissima ignoranza non sapeva ancora che la struttura meccanizzata per la messa a morte di migliaia di persone che avevo immaginato l'avrei vista tale e quale di lì a poco.