Riflessione a un anno dal viaggio

Cara Laura...

Mi chiamo Lorenzo e sono uno dei ragazzi che lo scorso maggio ha partecipato al viaggio a Berlino!
Sicuramente non ti ricorderai di me;se può aiutarti a ricordare sono il ragazzo che divideva la stanza con Federico Polverelli! Ad ogni mondo colgo l'occasione per rinnovarti il mio più grande ringraziamento per la grande lezione di vita e la forte testimonianza che l'anno scorso mi hai dato!Sono educatore presso la mia parrocchia e due settimane fa con gli autofinanziamenti e gli aiuti ricevuti io e altri tre animatori abbiamo accompagnato ad Auschwitz-Birkenau i ragazzi del mio gruppo:un viaggio impossibile che si è realizzato contro ogni aspettativa.Un pulman intero di soli ragazzi!I tuoi incontri e la forza delle tue parole sono state illuminanti e mi sono servite a introdurre il gruppo in questo viaggio alla ricerca della Memoria. Sento il dovere di ricordare ma soprattutto di raccontare non soltanto come educatore ma prima di tutto come persona con i miei pregi e i miei difetti. Temo che questa Memoria un giorno non potrà essere più ricordata! Quindi Grazie...quello che fai per noi ragazzi è ammirevole!
Scusa il disturbo ma a proposito di doveri...sentivo di doverti ringraziare!
Spero davvero di riuscire ad esserci il 12!

A presto

Lorenzo (Lorenzo Conti)


Ciao Laura,


tutto bene? è un po' che non ci si sente... Io ho dato l'ultimo esame estivo proprio l'altro ieri ed ora inizio un po' a riposarmi qui a Riccione. Mi piacerebbe anche fare un viaggetto in agosto, ma ancora non ho pensato a nulla in programma.
Grazie del suggerimento via e-mail, che ho subito colto al volo visitando il sito della Memoria. Peraltro sempre ben curato e soprattutto immediato da consultare.
Scorrendo le belle foto scattate mi tornano sempre in mente e nel cuore le emozioni inquiete di questa esperienza, che ho sempre ritenuto formativa della persona umana, prim'ancora che fonte di arricchimento culturale. è qualcosa che ti scuote dentro, dal profondo e ti ammonisce continuamente sussurrandoti in cuore di non dimenticarla. Di non dimenticare che niente è banale, un gesto
d'affetto, un saluto, una cortesia che ci fanno e che magari consideriamo dovuta. Sì certo, la vita di tutti giorni è banale, rispetto agli atroci patimenti dei lager. Ed è proprio per questo che dovremmo valorizzare tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che viviamo, anche se talvolta ci sprofonda nello sconforto. è la predisposizione d'animo con cui sento di dover affrontare ogni
giornata, anche difficile, ricordandomi che è comunque un dono ed un'opportunità per imparare a vivere e a stare con gli altri. E questo monito lo sento spesso, a maggior ragione perchè l'esperienza della Memoria l'ho vissuta intensamente nei due viaggi d'istruzione. E questo mi deve rendere più responsabile, non solo nel ricordare le dinamiche storiche della Shoah, ma anche nel comunicare, testimoniandolo nella vita quotidiana, il paradigma di valori che veicola la Shoah stessa, da cui dobbiamo quotidianamente lasciarci ammonire.
Per affrontare ogni giorno con lo stesso ardore di vivere.
Questa è un po' la sfida che cerco di affrontare nel mio piccolo, questa l'eredità "positiva" e costruttiva che colgo nella Shoah. è questo che ti rende responsabile nella vita e nelle relazioni di tutti i giorni. è questo quello che sento di dover mettere in pratica. Altrimenti la Shoah rimane qualcosa di sterile, che è iniziato e finito come tutti gli eventi storici; come un libro impolverato, irto di patimenti e ricordi, che giace inerte sulla nostra scrivania e che il tempo presto riporrà nello scaffale, consegnandolo alla storia.

Quindi ti ringrazio del promemoria, che tengo presente in vista dell'oblìo estivo alle porte, confidando di trovarci presto anche con Carla, per la nostra famosa pizza.
Ti saluto e ti abbraccio di cuore!

A presto,
Federico