La scelta. Guerra in ex Jugoslavia

Una società profondamente disgregata e la presenza di una molteplicità di etnie, religioni e fazioni politiche furono tra le principali cause che portarono alla crisi jugoslava di inizio anni ’90, la più importante e sanguinosa guerra nel vecchio continente dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Lo stato della Jugoslavia nasce nel 1918 e nel 1945, in seguito alla liberazione dal nazifascismo
guidata da Josip Broz detto ”Tito”, diviene una Repubblica federale formata da sei Repubbliche: Serbia, Montenegro, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Croazia e Macedonia, oltre alle province autonome del Kosovo e della Vojvodina. Tito riuscì a mantenere fino al 1980 (anno della sua morte) l’equilibrio della Repubblica dal punto di vista etnico, politico, religioso e culturale. Successivamente
iniziò un periodo di instabilità a causa dell’inflazione crescente, del forte indebitamento estero e del rigido sistema decisionale legato alla rappresentanza etnica. Nel 1990 la Jugoslavia abbandonò il sistema di potere monopartitico e il suo particolare socialismo autogestito.

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