Dal ricordo alla memoria: le testimonianze di Broken Silence

A cura di Giovanna D’Amico, Università di Torino

Spielberg, lavorando alla realizzazione di Schindler's List, compì dei sopralluoghi dove il massacro degli ebrei era stato perpetrato (in particolar modo la Polonia in cui il film è ambientato) e parlò con diversi sopravvissuti della Shoah. Da queste conversazioni ebbe
origine l'idea che è alla base della Shoah Visual Historical Foundation, da lui fondata nel 1994, cioè quella di raccogliere numerosissime testimonianze video sulle persecuzioni antiebraiche perpetrate nel corso della seconda guerra mondiale (ad oggi più di 50.000 memorie di sopravvissuti e di testimoni della Shoah in 57 nazioni del mondo), allo scopo di salvaguardare la memoria dello sterminio prima che i testimoni scompaiano, e ha proposto iniziative di riproposizione delle interviste. Tra queste ultime è la serie documentaria internazionale Broken Silence, che finora vanta la produzione di cinque formati complessivi – in formato televisivo – girati da noti registi attorno alle vicende della Shoah in Polonia, Russia, Cecoslovaccchia, Ungheria e Argentina; l'esperienza latino americana, in realtà, accorpa le testimonianze di ebrei di varia provenienza geografica – tedeschi, cecoslovacchi, polacchi, italiani, rumeni – la cui sorte comune fu l'emigrazione in Argentina e in Uruguay alla fine della seconda guerra mondiale.

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