Il Ricordo a Rimini 2016

Mercoledì 10 febbraio 2016, ore 11, Portocanale di Rimini


Deposizione di una corona d'alloro al monumento "Una biblioteca di pietra" dedicato alle vittime del Confine Orientale, alla presenza di autorità civili e militari, dei rappresentanti delle associazioni degli esuli e di una rappresentanza di studenti delle scuole di Rimini. 


Tante facce nella memoria

a cura di Mia Benedetta e Francesca Comencini
Martedì 2 febbraio 2016, ore 21, Teatro degli Atti

Testi liberamente tratti dalle registrazioni di Alessandro Portelli, regia Francesca Comencini
con in ordine alfabetico: Mia Benedetta, Bianca Nappi, Carlotta Natoli, Lunetta Savino, Simonetta Solder, Chiara Tomarelli
Teatro Stabile d’Abruzzo

Lo spettacolo diretto da Francesca Comencini affronta una delle pagine più drammatiche della nostra storia: l'eccidio delle Fosse Ardeatine, feroce rappresaglia attuata dai nazisti a Roma, dopo il tragico attentato di via Rasella del 23 marzo 1944. Un’esperienza terribile ripercorsa dall’autrice attraverso le voci di sei donne, partigiane e non, che furono toccate in prima persona, come parenti delle vittime, come resistenti all’occupazione di Roma, come testimoni. Curato da Mia Benedetta e Francesca Comencini, lo spettacolo è nato con l’ascolto delle registrazioni delle testimonianze dirette.

“Una cosa di cui io non m’ero mai molto reso conto prima è che lì alle Fosse Ardeatine sono morti tutti uomini e hanno lasciato tutte donne: questa è una storia che non viene mai raccontata: le vite delle persone che sono rimaste, sua madre, sua sorella, cioè voi vi siete trovate...” A partire da questa considerazione di Alessandro Portelli nel suo libro L’ordine è già stato eseguito è nato il progetto di mettere in scena, partendo dall’ascolto delle registrazioni delle testimonianze dirette, le voci di queste donne, le loro testimonianze, la loro storia che si ricongiunge e intreccia con la parte di una storia d’Italia e di Roma in particolare, profondamente significativa per la costruzione di ciò che siamo adesso.

L’urgenza artistica di questo lavoro teatrale è quindi la trasmissione della memoria. Il non dimenticare quanto le donne hanno fatto per Roma e per l’Italia in tempi così difficili e non così remoti. Una memoria orale, non solo letteraria, ma carnale, emotiva, sensitiva, che possa continuare a vivere e possa essere conosciuta e divulgata e il teatro, per le sue caratteristiche intrinseche di contatto con il pubblico e di trasposizione artistica, rappresenta il luogo di maggior espressione di questo tentativo.


Vedi le altre iniziative del Comune di Rimini per il Giorno del Ricordo, anno 2016

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