I Giusti a Rimini 2017

Lunedì 6 marzo 2017, ore 10.45, Giardino dei Giusti - Parco XXV Aprile (nei pressi del ponte di Tiberio, lato città)

In occasione della Giornata europea dei Giusti, in ricordo di coloro che si sono opposti con responsabilità individuale ai crimini contro l'umanità e ai totalitarismi, il vice sindaco Gloria Lisi e il vice prefetto aggiunto Giuseppe Puzzo hanno deposto un mazzo di fiori al monumento ubicato nel Giardino dei Giusti per mantenere vivo l'esempio di uomini e donne del nostro territorio che si sono prodigati per soccorrere i perseguitati e difendere la dignità umana calpestata. 

A questi circa venti coraggiosi che rischiarono la propria incolumità per salvare altre vite umane sarà presto aggiunto, nella targa commemorativa collocata sul monumento, il nome di Achille Franchini, famoso medico chirurgo dell'ospedale di Santarcangelo che si distinse in azioni di difesa dei perseguitati del fascismo e, in particolare, nella vicenda del salvataggio di 38 ebrei, quasi tutti evasi dal campo di internamento di Asolo subito dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e poi arrivati a Bellaria.

La vicenda è stata ricostruita dal giornalista Emilio Drudi nel volume Un cammino lungo un anno. Gli ebrei salvati dal primo italiano Giusto tra le nazioni  e successivamente approfondita da ricerche e studi condotti da Lidia Maggioli e Antonio Mazzoni.


Incontro pubblico
Mercoledì 15 marzo 2017, ore 15, Sala del Giudizio, Museo della Città Luigi Tonini
 

Lezione nell'ambito del seminario di formazione Da che parte stare? Il tempo di scegliere. La Shoah, lo sterminio degli ebrei d'Europa (1939-1945). Persecutori, vittime, spettatori, resistenti. rivolto agli studenti delle classi quinte delle scuole secondarie di II grado 
a cura di Patrizia Di Luca, responsabile Centro Studi sull'emigrazione (Università di San Marino)

L'antisemitismo nazista e l'indifferenza di molti hanno reso possibile la Shoah nell'Europa civile e razionalista, Tuttavia molti sono stati anche coloro che hanno scelto di "vedere" ed hanno avuto il coraggio e la generosità di interrogarsi su ciò che stava accadendo. In Polonia le persecuzioni portano alla costruzione di ghetti e di campi di sterminio.

Irena Sendler e la sua rete di collaboratori e collaboratrici ha operato, instancabilmente e con grandi rischi, per salvare i bambini e le bambine rinchiusi nel Ghetto di Varsavia.

Irena Sendler


Jan Karski, militante nella Resistenza polacca, nel 1942 ha documentato la situazione all'interno del Ghetto di Varsavia e ne ha informato i Governi di Inghilterra e Stati Uniti, ma la sua testimonianza non viene ascoltata. Entrambi, con le proprie azioni, hanno dimostrato che l'indifferenza non era l'unica scelta possibile.