Formazione docenti

Al momento non sono previsti momenti formativi dedicati ai docenti


 

Percorsi formativi passati

•    Il confine orientale fra storia e letteratura
Sala Commissioni Consiliari, 26 novembre 2014
Corso di aggiornamento per insegnanti coordinato da Costantino Di Sante, storico e direttore dell'Istituto Storico della Resistenza di Pesaro Partecipano 
Francesco Succi, responsabile sezione didattica Istituto storico della Resistenza di Rimini, e Benedetta Magnani Vitelli, docente di storia


 •    Insegnare la Shoah attraverso la storia di Anne Frank
Palazzo del Podestà, 26 gennaio 2014
"L'eredità di Anne Frank è ancora viva e dice qualcosa a tutti noi, soprattutto in questi tempi in cui i confini mutano e passioni oscure si impossessano dei popoli", Vaclav Havel
In questa citazione dell'ex presidente e dissidente cecoslovacco che guidò la rivoluzione di velluto contro l'Unione Sovietica, è contenuta una delle ragioni che ancora oggi fanno della ragazzina ebrea tedesca, costretta a nascondersi per due anni con la sua famiglia ad Amsterdam prima di essere deportata ad Auschwitz, un simbolo della Shoah e, attraverso il suo diario tradotto in tutt il mondo, l'emblema dei diritti umani negati attraverso la segregazione, le privazioni, l'umiliazione e quindi la deportazione e la morte che i Frank subirono come milioni di ebrei nell'Europa occupata dalla Germania nazista.
Perché  proprio Anne e non altri ragazzi o ragazze che scrissero anche diari più drammatici mentre vivevano i loro ultimi giorni di vita rinchiusi nei ghetti?
Quanto la storia di Anne e della sua famiglia è emblematica per ricostruire la persecuzione degli ebrei sotto il nazismo? Quanto la sua vicenda ci può aiutare a capire cosa significasse essere bambini e adolescenti, con sogni e progetti infranti dall'ascesa del nazismo? Infine, quanto questa storia ci può servire per educare alla responsabilità individuale e alla difesa dei diritti umani?
Introduzione di Laura Fontana, responsabile Attività di Educazione alla Memoria
La  persecuzione degli ebrei in Olanda: un bilancio della Shoah di proporzioni maggiori rispetto a quello di altri Paesi
Alcuni appunti di storia per comprendere
Aart Heering, addetto stampa Ambasciata del Regno dei Paesi bassi in Italia
Anne Frank una storia attuale - Visita giudata alla mostra e presentazione di alcune risorse didattiche proposte dalla Anne Frank House di Amsterdam
Roberta Gibertoni, Pro Forma Memoria


•    Insegnare la storia del nazismo e del fascismo attraverso lo sport
Cineteca Comunale, 5 marzo 2014
Lo sport sotto il Terzo Reich tra adesione e dissidenza
Presentazione di un percorso didattico con dispensa per gli insegnanti, a cura di Laura Fontana, responsabile per l'Italia del Mémorial de la shoah e fra i curatori della mostra Sport, sportivi e giochi olimpici nell'Europa in guerra (1936-1948)
Mens sana in corpore sano. Lo sport e gli sportivi sotto la dittatura fascista.
A cura di Daniele Susini, Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Italia contemporanea di Rimini


•    Raccontare la Shoah attraverso una storia. La storia di Papà Weidt: l'uomo che salvò gli ebrei di Berlino
Cineteca Comunale, 20 novembre 2012
Incontro di formazione per insegnanti delle scuole primarie

A cura di Donatella Giulietti, Istituto storico di Pesaro e Alessandra Fontanesi, Istoreco Reggio Emilia.
La proposta didattica intende far scoprire la figura di Otto Weidt, berlinese non vedente che fondò agli inizi degli anni '40 a Berlino una piccola azienda per la produzione di spazzole e scope, dove fece lavorare soprattutto ebrei non vedenti.
Otto Weidt, chiamato affettuosamente “Papà Weidt” dai suoi dipendenti, diede loro protezione per molto tempo. In numerosi casi riuscì, fino alla fine della guerra, a nascondere e salvare i suoi amici lavoratori dalla deportazione. Fu dichiarato “Giusto tra le Nazioni” il 7 settembre 1971 ed è ricordato allo Yad Vashem di Gerusalemme.
Nel corso dell'incontro verrà presentato il libro Papa Weidt, un uomo contro il nazismo (pubblicato nel 2010 da Istoreco e Istituto “Garibaldi”), scritto con un linguaggio e disegni adatti a bambini dagli otto anni in su da Inge Deutschkron, ebrea sopravvissuta alle persecuzioni naziste grazie a Otto Weidt. Intrecciando il racconto e le immagini sulla discriminazione degli ebrei sotto il  nazismo, gli alunni e le alunne potranno avvicinarsi alla Shoah attraverso una storia individuale di un uomo giusto che ha scelto di compiere il bene e di adoperarsi per salvare i perseguitati.


•    Comprendere e insegnare la Shoah (2011/2012)

•    L'eredità di Auschwitz e dei genocidi del XX secolo (Insegnare la storia per educare ai diritti umani)
Bologna, 9 - 10 dicembre 2011 / Parigi, 1 - 3 aprile 2012
Seminario di formazione in due moduli promosso dal Mémorial de la Shoah e dall'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, con la partecipazione dell'Istituto Parri Emilia-Romagna e il patrocinio dell'Ufficio scolastico regionale, rivolto a tutti i docenti della regione Emilia-Romagna.
Partecipazione gratuita (80 posti per il primo modulo, 30 per il secondo). Spese di viaggio e di soggiorno a carico dei partecipanti.


•    Pensare e insegnare la Shoah
Mémorial de la Shoah di Parigi 2 - 6 gennaio 2012
Il seminario di formazione sulla storia e sull’insegnamento della Shoah rivolto agli insegnanti italiani, a carattere residenziale, rappresenta un’opportunità di aggiornamento di alto livello scientifico che intende offrire a un gruppo di massimo 30 docenti gli strumenti interpretativi e storiografici per approfondire la storia del genocidio degli ebrei, alla luce delle diverse ricerche storiografiche pubblicate in questi ultimi anni in Europa, e con uno sguardo particolare all’Italia fascista e all’internamento e alla deportazione degli ebrei italiani.
Il programma prevede conferenze e dibattiti dedicati ad aspetti delicati e cruciali per la memoria della Shoah che saranno affidati ad alcuni fra i migliori storici e specialisti dell’argomento, tra i quali: Georges Bensoussan, Marie-Anne Matard Bonucci, Tal Bruttmann, Carlo Spartaco Capogreco, Johann Chapoutot, Wolf Kaiser, Ilaria Pavan, Yves Ternon, Enzo Traverso, Annette Wieviorka.



•    Il confine più lungo. Per una storia del confine orientale italiano fra guerre, violenze, foibe, esodo
21 ottobre - 28 novembre 2010
Il Comune di Rimini, in collaborazione con gli Istituti storici di Trieste, Rimini e Grosseto, dell’Università di Trieste e dell’Associazione delle Comunità Istriane, promuove un progetto dedicato alla storia del confine orientale italiano, un’area che nel corso del Novecento ha subito un complesso processo di trasformazioni e di violenze. I fenomeni della repressione attuata dal regime fascista ai danni delle popolazioni slovene, delle azioni di deportazione organizzate da parte dei nazisti su tutto l’Adriatisches Küstenland, fino alle violenze subite dagli italiani in Istria tra il 1943 e il 1945, culminate nel tragico fenomeno degli infoibamenti e, infine, la tragedia del lungo esodo di circa 250.000 italiani dalle loro terre, sono eventi che possono essere correttamente compresi solo se inseriti in un contesto più ampio. Occorre indagare una vicenda lunga che affonda le sue radici nelle tensioni che attraversano l’Impero asburgico al suo declino. Alla Grande Guerra segue “un convulso e violento dopoguerra: con l’annessione all’Italia di territori ampiamente popolati da sloveni e croati, e con l’italianizzazione forzata perseguita dal fascismo, accompagnata da persecuzioni e umiliazioni. Vi è poi nel 1941 l’occupazione nazista e fascista della Jugoslavia, e infine - dopo l’8 settembre - l’instaurarsi della Zona di operazioni Litorale Adriatico, alle dirette dipendenze della Germania nazista (Operationszone Adriatisches Küstenland). È questo lo sfondo incandescente su cui si innesta il trauma del 1945, anticipato nella provvisoria transizione del settembre 1943: le uccisioni di massa, di cui le foibe sono diventate il simbolo, e l’esodo della quasi totalità della popolazione italiana. Una grande, dolorosissima ferita, parte del più vasto scenario del dopoguerra europeo.” Sono parole dello storico friulano Guido Crainz * che rendono bene la complessità del quadro storico di riferimento.
Il progetto si propone di offrire al mondo della scuola e alla cittadinanza, gli strumenti per una migliore conoscenza storica. Esso si propone di affrontare anche temi delicati come la rimozione che per lungo tempo ha avvolto nel silenzio queste vicende, il problema della stratificazione e della concorrenza delle memorie delle diverse vittime (per esempio italiane e slovene) fino a toccare necessariamente l’uso politico della storia che ancora oggi tende a soffocare la riflessione pubblica e ad appesantire la rivisitazione di quel periodo. Non solo, dunque, un’occasione di aggiornamento su argomenti ancora poco trattati dai manuali scolastici e sui quali le memorie e le interpretazioni spesso si dividono e si contrappongono, ma anche l’opportunità, tramite il viaggio-studio a Trieste, di una riflessione e di un confronto tra colleghi docenti, educatori e storici per interrogarsi sulla reale efficacia pedagogica dei luoghi di memoria per trasmettere e, soprattutto, per comprendere la storia.


•    Pensare e insegnare la Shoah
Prima edizione dell' Università invernale per docenti italiani al Mémorial de la Shoah di Parigi, di Laura Fontana
2 - 7 gennaio 2011

Col titolo di “Pensare e insegnare la Shoah” si è svolta a Parigi, dal 2 al 7 gennaio 2011, la prima edizione di un seminario permanente promosso e organizzato dal Mémorial de la Shoah, la più importante istituzione europea in materia di trasmissione della memoria e insegnamento della storia della Shoah, nonché il più antico memoriale e centro di documentazione dell’Olocausto al mondo, sorto in clandestinità nel 1943 sotto l’impulso di Isaac Schneersohn. Se è vero che i corsi di aggiornamento dedicati al genocidio degli ebrei sono abbastanza frequenti anche in Italia, soprattutto per iniziativa della rete degli Istituti storici della Resistenza, è pur vero che sono, invece, piuttosto rare le opportunità formative ove l’alto livello scientifico del programma proposto si combini con una rigorosa strutturazione del corso articolato per temi storiograficamente rilevanti e con la possibilità di concentrare in pochi giorni alcuni fra i migliori specialisti europei. Del resto, se si eccettua il Master di didattica della Shoah diretto da David Meghnagi all’Università di Roma III, non esistono seminari universitari specifici di storia della Shoah, né occasioni di tipo accademico che offrano opportunità di formazione scientifica agli insegnanti desiderosi di approfondire le proprie conoscenze.


•    Rimini rappresenta l'Italia al seminario internazionale a Parigi sui viaggi della memoria
24 - 25 marzo 2011
Seminario internazionale promosso dal Mémorial de la Shoah al quale hanno partecipato 30 esperti provenienti da 15 Paesi che hanno riflettuto, comparando le rispettive esperienze, sull'importanza ma anche sui limiti dei viaggi ai luoghi di memoria, con particolare riferimento ai viaggi scolastici ad Auschwitz.
Laura Fontana, per il Comune di Rimini, è stata invitata a rappresentare l'Italia e a relazionare sull'esperienza maturata dall'Amministrazione Comunale che col primo viaggio studio, realizzato nel lontano 1964, ha avviato per prima quest'attività rivolta ai giovani.


•    Classificare, pensare, escludere
Dalla formazione del pensiero razzista in Europa alla preparazione della Shoah e dei genocidi del XX secolo.
Bologna, 6 - 7 novembre 2009
Parigi, 6 - 8 dicembre 2009

Il seminario intende mettere in luce il terreno culturale che nel corso del XVIII e del XIX secolo ha preparato la Shoah e, più in generale, gli altri genocidi e massacri di massa del Novecento, tentando di individuare alcune tappe fondamentali di quel percorso che condusse l'Europa dell'Anti-Illuminismo – movimento intellettuale caratterizzato dal rifiuto dell’insegnamento positivista del Secolo dei Lumi (liberté, égalité, fraternité), dall'esaltazione della forza e della virtù redentrice della guerra, nonché dalla ferma convinzione dell'inuguaglianza delle "razze umane" – a concepire e realizzare programmi di annientamento dell'Altro, in nome della razza. 
L’obiettivo principale del corso è quello di fornire ai docenti strumenti interpretativi e storiografici che consentano di approfondire gli eventi e i temi proposti, soprattutto alla luce delle diverse ricerche storiografiche pubblicate in questi ultimi anni in Europa. Non mancheranno, tuttavia, alcuni interventi più prettamente didattici, con l'intento di offrire agli insegnanti materiali e spunti di lavoro per la rielaborazione dei concetti discussi in una prospettiva educativa, declinando anche al tempo presente un tema di grande attualità come il razzismo.
Tra i relatori: Georges Bensoussan, Nicola Labanca, Yves Ternon, Alberto Burgio, Alberto Cavaglion, Joël Kotek, Christian Ingrao, Valentina Pisanty e molti altri.
Vedi programma allegato.


 •    Comprendere i genocidi del XX secolo. Comparare-Insegnare
Rimini, 17 - 18 ottobre 2008
Parigi, 7 - 8 dicembre 2008
Ryszard Kapuscinski, scrittore e giornalista polacco, così scriveva alcuni anni fa (2001) su Le Monde diplomatique:
Alcuni cedono alla tendenza, facile e comoda, di trattare i diversi capitoli della storia dei genocidi come tanti episodi “incomprensibili” e isolati. In ciascuno di essi, vedono una esplosione di furia collettiva. (…) Basta, tuttavia, analizzare più attentamente alcuni genocidi per rigettare la teoria dell’esplosione irrazionale. All’origine di ogni atto genocidario si trova in effetti un’ideologia dell’odio propagata metodicamente. Ognuno di essi è stato invariabilmente preceduto da lunghi preparativi tecnici messi in atto dal sistema burocratico dello Stato moderno. Il che ha permesso a dei politologi o a dei filosofi – come Zygmunt Baumann, Walter Laqueur o Hannah Arendt – di formulare questa tesi inquietante: la civiltà contemporanea comporta nel suo stesso carattere, nella sua essenza e nella sua dinamica, degli elementi in grado di provocare, in determinate condizioni e contesti politici, un atto di genocidio? Ma quando, allora, incorriamo in questo pericolo?
Con questo seminario di formazione per insegnanti ci si propone di promuovere una riflessione critica attorno ad alcuni temi, collegati alla storia dei genocidi del Novecento, di particolare complessità e urgenza per comprendere la società odierna, sempre più contrassegnata da episodi di antisemitismo, razzismo, xenofobia e intolleranze. Ripensare l’insegnamento dei genocidi contemporanei in un’ottica comparativa e farne un capitolo imprescindibile nella storia del Novecento rappresenta un’esigenza condivisa da molti docenti che, tuttavia, si trovano a dover fronteggiare numerose difficoltà, non da ultima un’insistenza mediatica sul dovere della memoria che sembra penalizzare lo studio storico vero e proprio.
Il progetto nasce da una collaborazione tra il Comune di Rimini e il Mémorial de la Shoah di Parigi - il centro di ricerca e trasmissione della storia e della memoria della Shoah più importante e prestigioso d’Europa - e coinvolgerà alcuni fra i principali storici, docenti e specialisti del tema prescelto,promuovendo una riflessione su alcuni interrogativi fondamentali e prioritari rispetto alla storia dei singoli casi di genocidio: che cos’è esattamente un genocidio? 
Qual è il confine tra eventi di natura simile e, nel contempo, profondamente diversa (pulizie etniche, massacri, violenze di massa) e l’utilità di una simile distinzione storica? 
Qual è la genesi, il modello operativo, l’elemento scatenante per la messa in atto di un genocidio? Ci sono elementi comuni in ogni genocidio? Quali sono i mezzi di cui una società democratica dispone per combattere, prevenire e punire quella che Georges Bensoussan, storico francese, chiama la passion génocidaire dell’Europa moderna? 
Ma soprattutto, in un’ottica didattica, l’ambizione è quella di chiederci come insegnare in classe la storia dei genocidi. Se è evidente che non è possibile trasmettere ai giovani l’idea di una storia del Novecento come successione continua e inarrestabile di orrori e violenze – è importante sottolineare che ogni genocidio, fino alla vigilia del massacro, avrebbe potuto anche non compiersi - occorre interrogarsi come poter coniugare insegnamento ed etica, affinché la storia dei genocidi non sia svincolata dall’educazione civica.
Vedi programma allegato.


 •    Educare ai diritti umani. Insegnare la Shoah, una sfida possibile.
Rimini Teatro Ermete Novelli, 30 settembre - 2 ottobre 2007

Il Seminario che presentiamo è l’ultima iniziativa prodotta dalla collaborazione tra il Ministero P.I.-Direzione Regionale per la Lombardia e l’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme. Una collaborazione che ormai data da alcuni anni e che ha visto la realizzazione di progetti molto importanti, come, ad esempio:
- i Seminari di formazione per insegnanti  e Guide dei luoghi della memoria, svoltisi a Crema nel 2005 e nel 2006, incollaborazione anche conla International TaskForce on Holocaust, che hanno visto la partecipazione di storici  provenienti da tutto il mondo;
- il Seminario di formazione, svoltosi a Gerusalemme, presso lo Yad Vashem, nel mese di gennaio 2007, rivolto a 25 insegnanti lombardi, da specializzare come formatori per altri docenti.
L’ITCG Pacioli di Crema è la scuola che l’USR Lombardia, in accordo con lo Yad vashem, ha individuato come scuola organizzatrice di queste attività formative. Dal gennaio 2007 la collaborazione tra Direzione Scolastica Regionale e Yad Vashem si è allargata al Comune di Rimini, presente con un gruppo di insegnanti al seminario di Gerusalemme.
Da questa neonata collaborazione, allargata successivamente anche al Museo della Shoah di Roma, è venuto lo spunto a pensare ancora più in grande, a dare ulteriore respiro ad un progetto formativo che tanto successo ha registrato tra i docenti e nelle scuole. Perciò questo Seminario, se è la conclusione di un percorso pensato e voluto dalla Direzione Scolastica della Lombardia e dallo Yad Vashem, che insieme hanno firmato un protocollo d’intesa per la formazione di insegnanti sul tema della Shoah, vuole essere anche l’avvio di una nuova fase per un nuovo ciclo formativo.
Il taglio scelto per gli incontri di Rimini è significativo di questa volontà: accanto ad alcune relazioni di alto contenuto storico/didattico si svolgeranno numerosi incontri/laboratorio, all’interno dei quali alcune scuole italiane, e lo stesso Yad Vashem, presenteranno agli altri insegnanti le loro proposte didattiche.
Questi laboratori avranno anche il compito di progettare attività formative da sperimentare nelle scuole. Ma non solo. Lo scopo di ciascuno di essi dovrà essere anche quello di proporre percorsi didattici capaci di riempire di contenuti il costruendo Museo della Shoah di Roma. Cioè: il Museo della Shoah si presenta, in questa fase, come un contenitore di percorsi didattici progettati dalle scuole e, nello stesso tempo, come risorsa da utilizzare per arricchire le iniziative didattiche e formative delle scuole.
La realizzazione di questo progetto ha un possibile sbocco futuro: la nascita di una struttura che, partendo da una rafforzata e rinnovata collaborazione tra il Ministero P.I.-Direzione Scolastica per la Lombardia e lo Yad Vashem, veda la realizzazione di un centro di formazione permanente che possa fungere da punto di riferimento nazionale per la costruzione di percorsi formativi per gli insegnanti. Questo centro di formazione potrà avere, tra i suoi cofondatori istituzionali, il Museo della Shoah di Roma, in collaborazione con altre istituzioni di vasta e provata esperienza, come il Comune di Rimini -Progetti Educazione alla Memoria e l’INSMLI.
La rete dei docenti referenti, formati nei vari corsi realizzati in questi anni, sarà il supporto di sostegno alle iniziative nelle scuole.
Noi, come Pacioli, siamo convinti, insieme a tutti coloro che hanno lavorato alla progettazione ed alla organizzazione di questo Seminario, che l’incontro di Rimini possa costituire una tappa importante di questo ambizioso progetto, ricco di grandi potenzialità per la scuola italiana.
Vedi programma allegato.


•    Seminario di formazione sull'insegnamento della Shoah
Yad Vashem, Gerusalemme (Israele), 2 - 11 gennaio 2007

Il Comune di Rimini ha avviato una collaborazione con Yad Vashem, il più importante Museo dell'Olocausto al mondo e dal 1993 anche Scuola Internazionale di Studi sulla Shoah.
A luglio 2007 Yad Vashem ha conferito una borsa di studio a Laura Fontana, responsabile dei progetti di educazione alla memoria del Comune di Rimini, per frequentare un seminario di formazione sull'insegnamento della Shoah e sulla trasmissione della memoria alle giovani generazioni, rivolto a insegnanti ed educatori francofoni. A seguito di questa esperienza, grazie alla collaborazione avviata con il Dipartimento di Lingua Italiana di Yad Vashem, è stato progettato un seminario specifico per docenti di lingua italiana che si svolgerà Gerusalemme dal 2 all'11 gennaio 2007. Gli insegnanti avranno l'opportunità di ascoltare interventi di relatori provenienti da tutto il mondo e di grande autorevolezza come Fiamma Nirenstein, Yehuda Bauer, Alain Michel, aggiornandosi sulla ricerca nel campo della deportazione e dello sterminio. Inoltre, potranno apprendere la filosofia educativa dell'insegnamento della Shoah elaborata da Yad Vashem che punta a sottolineare il lato profondamente umano della storia e gli innumerevoli approfondimenti interdisciplinari che l'argomento consente di sviluppare, anche affrontando fenomeni vecchi e nuovi di genocidio.

Parteciperanno al seminario 50 insegnanti italiani, di cui 18 appartenenti a scuole elementari, medie e superiori della Provincia di Rimini.

Leggi le riflessioni di alcuni degli insegnanti che hanno partecipato