Anno in corso

La guerra ha volto di donna? Combattere, resistere, sopravvivere e morire sotto le dittature nazionalsocialista e fascista

Seminario di formazione per gli studenti delle classi quarte delle scuole secondarie di II grado

 

Il seminario rivolto agli studenti delle classi quarte delle scuole secondarie di secondo grado del Comune di Rimini quest’anno si propone di approfondire in particolare il tema della guerra, delle ferite che lascia a livello individuale e sociale, della brutalità che porta sempre con sé. Si partirà dalle storie delle donne che hanno vissuto quelle esperienze, in un’ottica comparativa che permetta di ampliare lo sguardo, di considerare realtà e punti di vista trascurati o sottaciuti.

Con la seconda guerra mondiale, il mondo è stato testimone di uno straordinario incremento della presenza femminile negli eserciti e nelle file resistenziali, ma quale spazio, quale riconoscimento sono stati concessi alle vicende di cui sono state protagoniste e al loro ruolo nella storia generale?

“La prima vittima della guerra è la verità. La seconda sono le donne.” Così ha scritto Paolo Rumiz in un articolo su La Repubblica del 26 marzo 2022, affermazione su cui si può certamente concordare, ma a partire dalla quale vogliamo andare oltre per cogliere la specificità, i sentimenti, le sofferenze, il modo di guardare alla vita di quella parte dell’umanità troppo spesso sottovalutata o ignorata. Non si tratterà di una storia di genere, né di stabilire una gerarchia tra le sofferenze di uomini e donne, ma di una riconsiderazione dei temi che si affronteranno (guerra, violenze, shoah, persecuzione razziale…) grazie all’apporto che la storia delle donne potrà fornire alla comprensione del passato e anche dei tempi che stiamo vivendo.

Saranno le testimonianze, corredate da documenti di varia tipologia, le chiavi d’accesso di un percorso che intende stimolare studenti e studentesse a porsi delle domande e a cercare delle risposte in una conoscenza approfondita della storia. Gli argomenti che si affronteranno, pertanto, pur collocandosi in un preciso periodo storico e dentro tematiche specifiche, le dittature nazionalsocialista e fascista, non saranno semplicemente la guerra, la resistenza, la deportazione, la soluzione finale, il lavoro forzato, ma le persone dentro la guerra, la resistenza, la deportazione, la soluzione finale, il lavoro forzato.

Data la complessità del campo di indagine, è stato necessario effettuare delle scelte rappresentative di una realtà più vasta e quindi generalizzabili.

Svetlana Alexeievic, ad esempio, premio Nobel per la letteratura nel 2015 con il libro La guerra non ha volto di donna, ha raccolto le testimonianze delle donne russe che hanno combattuto da protagoniste nella seconda guerra mondiale. Molte di loro si dovevano quasi vergognare di essere state in guerra, nella presunzione di quello che potevano avere fatto per salvarsi e sono state misconosciute, emarginate o abbandonate a se stesse. Ebbene, in alcune delle testimonianze che Laura Fontana riporta nel suo recente saggio Gli Italiani ad Auschwitz (1943-1945). Deportazioni, “Soluzione finale”, lavoro forzato. Un mosaico di vittime si coglie lo stesso clima per le donne che sono riuscite a salvarsi dal lager: 
Le donne col triangolo rosso furono riaccolte in patria con un atteggiamento di vergogna e disapprovazione sociale per essere sfuggite al controllo familiare. Ne abbiamo già accennato, ripercorrendo le storie delle giovani operaie lombarde e basterà ricordare che tutte le reduci patirono i peggiori pregiudizi sulla loro moralità, al punto da essere spinte a tacere in pubblico, spesso anche in presenza dei famigliari o degli amici.

Il percorso di studio si articola in 4 incontri pomeridiani più due attività formative: la partecipazione ad un convegno internazionale e la visione di un film.

Tutor degli studenti: Prof.ssa Lidia Gualtiero

 

domenica 20 novembre > Teatro Galli
Testimoni dello sterminio - I prigionieri ebrei dei Sonderkommando

I sessione 9.30 – 13.00 / II sessione 15.00-17.30

I centri di sterminio per gli ebrei che i nazisti istituirono nell’Europa orientale occupata, non solo i più noti di Treblinka e di Auschwitz-Birkenau che funzionarono per mezzo di camere a gas, furono concepiti con un’unica finalità: l’assassinio sistematico di massa. In alcuni di questi luoghi, le SS scelsero un piccolo gruppo di ebrei adulti, principalmente uomini, per adibirli alle diverse operazioni connesse alla Shoah: smistare gli abiti e i beni rubati alle vittime, tagliare i capelli alle donne, estrarre i denti d’oro, distruggere i documenti, bruciare i corpi. Solo temporaneamente risparmiati dalla morte immediata, questi prigionieri di “squadre speciali” (Sonderkommando) venivano periodicamente uccisi per essere sostituiti da altri “ebrei da lavoro” (Arbeitsjuden). Condannati al compito peggiore, nel cuore dell’inferno, furono gli unici testimoni oculari del compimento del genocidio. Pochissimi si salvarono. Tra loro un giovane italiano deportato dalla Grecia nel 1944: Shlomo (Salomone) Venezia. Alla sua tragica storia, al suo coraggio, ma soprattutto al suo lungo impegno per trasmettere al mondo la verità delle camere a gas, la città di Rimini dedica questo primo convegno internazionale, reso possibile dalla partecipazione della Fondazione Museo della Shoah di Roma e del Mémorial de la Shoah di Parigi.

 

martedì 29 novembre > Sala del Consiglio del Comune di Rimini
Le donne ad Auschwitz. La deportazione delle italiane, ebree e non ebree (1943-1945)

Laura Fontana, responsabile Attività Educazione alla Memoria Comune di Rimini

mercoledì 14 dicembre > Sala del Consiglio del Comune di Rimini
Donne e dittatura, donne e Shoah, donne e Resistenza. Ma quale volto ha la loro Resistenza?

Anna Foa, storica

febbraio (data da definire)
La grande guerra patriottica dell’Unione Sovietica (1941-1945): dentro le storie per capire la Storia.

Lidia Gualtiero, Attività Educazione alla Memoria

febbraio (data da definire)
Il posto delle donne nella Resistenza.
Contro ogni forma di oblio della storiografia, in Francia come in Italia.

Sabina Corsaro, Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea della provincia di Rimini
 

giovedì 26 gennaio ore 21,00 > Cineteca comunale
Bocche inutili, Italia, 104’

di Claudio Uberti con Margot Sikabonyi e Lorenza Indovina