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Sei in: SCRIVONO DI NOI
22/02/2010

Federico Polverelli

Cara Laura

Ti scrivo per dirti che ieri sera ho partecipato all'incontro sulle foibe e
sull'esodo giuliano-dalmata tenuto dal prof. Mazzoni e dagli altri relatori.
Peccato davvero per l'assenza di Raoul Pupo, che ci ha comunicato tramite una
lettera letta dall'assessor Zerbini la sua temporanea indisposizione.
Comunque ti volevo dire che Ŕ stato un momento davvero molto istruttivo ed
edificante, attraverso le testimonianze della pellicola "Italiani sbagliati",
ma anche attraverso la viva voce dell'avv. Salvatore Di Grazia e la competenza
di Axel Famiglini, che mi hanno davvero illuminato sul dramma di coloro che
sono partiti, cosý come su quello di coloro che sono rimasti, e su tutti gli
equivoci e le traversie che li hanno toccati e ne hanno segnato l'esistenza. E
hanno svelato tutte quelle ipocrisie che ancora avvolgono questo "Giorno del
Ricordo" del 10 febbraio, istituito solo nel 2004.
Mi ha fatto piacere vedere la presenza di molti studenti (almeno una
trentina), segno tangibile che siamo ancora in tanti a voler fare chiarezza su
queste vicende che ci hanno tragicamente preceduto, e, in generale, a voler
vederci chiaro nelle cose e a fare i conti sul serio con la realt├ , spesso
atroce, in cui viviamo, studiamo e pensiamo.

Per questo voglio ringraziare te, il Comune e l'Istituto Storico della
Resistenza per l'organizzazione di questa serata: sono tornato a casa colpito,
sono tornato con alcune risposte alle mie domande, ma anche con tanti
interrogativi e riflessioni, che non possono essere che uno stimolo per
alimentare la ricerca e lo studio di questi avvenimenti, non solo per curiositÓ
o interesse personale, ma, ancor prima, per impegno civile, oltre che per
imperativo civico.

Ancora grazie per incontri come quello di ieri sera, incontri a cui, malgrado
gli impegni universitari che mi portano spesso a rimanere a Bologna, partecipo
sempre volentieri perchŔ mi ricordano che, detta senza tanti "virtuosismi"
(come mi suggerisci tu...!), bisogna FARE SUL SERIO, nello studio come nella
vita.

Un abbraccio cordiale,
Federico Polverelli