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Sei in: SCRIVONO DI NOI
25/07/2008

Federico Polverelli

Ciao Laura,
tutto bene? è un po' che non ci si sente... Io ho dato l'ultimo esame estivo
proprio l'altro ieri ed ora inizio un po' a riposarmi qui a Riccione. Mi
piacerebbe anche fare un viaggetto in agosto, ma ancora non ho pensato a nulla
in programma.
Grazie del suggerimento via e-mail, che ho subito colto al volo visitando il
sito della Memoria. Peraltro sempre ben curato e soprattutto immediato da
consultare.
Scorrendo le belle foto scattate mi tornano sempre in mente e nel cuore le
emozioni inquiete di questa esperienza, che ho sempre ritenuto formativa della
persona umana, prim'ancora che fonte di arricchimento culturale. è qualcosa che
ti scuote dentro, dal profondo e ti ammonisce continuamente sussurrandoti in
cuore di non dimenticarla. Di non dimenticare che niente è banale, un gesto
d'affetto, un saluto, una cortesia che ci fanno e che magari consideriamo
dovuta. Sì certo, la vita di tutti giorni è banale, rispetto agli atroci
patimenti dei lager. Ed è proprio per questo che dovremmo valorizzare tutto ciò
che abbiamo, tutto ciò che viviamo, anche se talvolta ci sprofonda nello
sconforto. è la predisposizione d'animo con cui sento di dover affrontare ogni
giornata, anche difficile, ricordandomi che è comunque un dono ed un'opportunità
per imparare a vivere e a stare con gli altri. E questo monito lo sento spesso,
a maggior ragione perchè l'esperienza della Memoria l'ho vissuta intensamente
nei due viaggi d'istruzione. E questo mi deve rendere più responsabile, non solo
nel ricordare le dinamiche storiche della Shoah, ma anche nel comunicare,
testimoniandolo nella vita quotidiana, il paradigma di valori che veicola la
Shoah stessa, da cui dobbiamo quotidianamente lasciarci ammonire.
Per affrontare ogni giorno con lo stesso ardore di vivere.
Questa è un po' la sfida che cerco di affrontare nel mio piccolo, questa
l'eredità "positiva" e costruttiva che colgo nella Shoah. è questo che ti rende
responsabile nella vita e nelle relazioni di tutti i giorni. è questo quello
che sento di dover mettere in pratica. Altrimenti la Shoah rimane qualcosa di
sterile, che è iniziato e finito come tutti gli eventi storici; come un libro
impolverato, irto di patimenti e ricordi, che giace inerte sulla nostra
scrivania e che il tempo presto riporrà nello scaffale, consegnandolo alla storia.

Quindi ti ringrazio del promemoria, che tengo presente in vista dell'oblìo
estivo alle porte, confidando di trovarci presto anche con Carla, per la nostra
famosa pizza.

Ti saluto e ti abbraccio di cuore!

A presto,
Federico.