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Progetto didattico per l'anno scolastico 2008-2009
Comprendere i genocidi del XX secolo. Sopravvivere, testimoniare, scrivere
Progetto promosso dal Comune di Rimini
in collaborazione e con la partecipazione di
Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Italia Contemporanea della
Provincia di Rimini
e da ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, di Rimini
Comprendere i genocidi del XX secolo
Sopravvivere, testimoniare, scrivere
Percorso educativo e seminario di formazione
per le scuole medie superiori (classi quinte)
novembre 2008 - aprile 2009
Cineteca Comunale, via Gambalunga 27, Rimini
Introduzione al percorso
Parafrasando L'écriture ou la vie (La scrittura o la vita), titolo di un noto libro di Jorge Semprùn, deportato a Buchenwald nel 1944 come repubblicano spagnolo, intendiamo affrontare il tema della Shoah e dei genocidi del XX secolo, scegliendo come filo conduttore quello della letteratura, nei suoi diversi aspetti di scrittura di sé, rielaborazione della memoria, testimonianza, denuncia, finzione narrativa.
« Seul l'art a le pouvoir de sortir la souffrance de l'abîme » (solo l'arte ha il potere di far uscire la sofferenza dall'abisso), scrive Aharon Appelfeld, uno dei massimi scrittori israeliani contemporanei, il quale sostiene da sempre l'importanza e il valore della letteratura come il mezzo più efficace per trasmettere la storia.
Oggi, a distanza di oltre 60 anni dall'apertura dei cancelli di Auschwitz e degli altri luoghi di prigionia e di morte di milioni di persone, siamo anche di fronte alla scomparsa inesorabile degli ultimi sopravvissuti. Quando l'ultimo testimone vivente della Shoah sarà scomparso, come trasmetteremo la memoria di quanto accaduto ai nostri giovani? Rimarranno certo la storia, dalla quale attingere conoscenza e informazioni sul massacro e sui crimini commessi, ma la storia si traduce in memoria solo quando assume un significato e un'urgenza per la comprensione del presente. Altrimenti, anche la storia della Shoah verrà inevitabilmente inglobata nel tempo del passato remoto, in cui, tanto per fare un esempio, la storia delle Crociate avrà per i giovani studenti lo stesso significato delle guerre mondiali.
Solo la letteratura, allora, e in senso più generale l'arte, sarà in grado di trasmettere efficacemente la memoria del passato. La letteratura ha la capacità di interpretare e mettere a nudo non tanto i fatti e le azioni, ma soprattutto le sfumature più complesse e ambivalenti dell'animo umano.
Il progetto educativo proposto per l'anno scolastico 2008-2009 intende coinvolgere gli studenti e le studentesse in un'analisi e una riflessione sulle molteplici forme di scrittura prodotte dai sopravvissuti alla Shoah e, più in generale, ai genocidi e massacri di massa del XX secolo.
Il Novecento, lacerato da due conflitti mondiali tra i più distruttivi della storia, ha visto la tragica affermazione di regimi totalitari come il fascismo, il nazionalsocialismo, il comunismo, regimi che si sono violentemente opposti, sul terreno dell'ideologia e poi sui campi di battaglia. E' stato il secolo dei gulag, dei lager, di Auschwitz e di Hiroshima, della distruzione totale, dei genocidi di almeno 4 popoli (gli Herero in Namibia, gli Armeni, gli Ebrei e i Tutsi in Ruanda), nonché di innumerevoli altri massacri, di cui uno compiuto alle porte di casa nostra, quello di Szrebrenica nella ex Jugoslavia, ai danni dei musulmani di Bosnia.
Come è possibile sopravvivere all'orrore e raccontare un'esperienza tanto tragica da risultare indicibile? Con quale linguaggio, quale forma narrativa?
E come far comprendere a chi non ha vissuto tale esperienza cosa sia stato Auschwitz, paradigma di tutti i genocidi? Scrive sempre Appelfeld: «Non che l'esperienza vissuta sia indicibile. È caso mai invivibile, che è tutt'altra cosa, e si capisce. È qualcosa che non riguarda la forma di un racconto possibile, ma la sua sostanza. Non tanto la sua articolazione quanto la sua densità. Soltanto coloro che sapranno fare della loro testimonianza un oggetto artistico, uno spazio di creazione, o di ricreazione, riusciranno a raggiungere questa sostanza, questa densità trasparente. Soltanto l'artificio di un racconto abilmente condotto riuscirà a trasmettere in parte la verità della testimonianza».
Il seminario, articolato in otto incontri, dei quali alcuni anche a carattere interattivo e laboratoriale, avrà lo scopo di aiutare gli studenti a conoscere, dal punto di vista storico, i principali casi di genocidio avvenuti nel corso del '900, sapendo collocare ogni fenomeno nello spazio, nel tempo e nel contesto politico in cui si è verificato.
Particolare attenzione verrà posta nel sensibilizzare i ragazzi all'uso corretto della terminologia per definire eventi storici simili - laddove si parla di crimini di massa contro l'umanità (genocidio, massacro, pulizia etnica) - ma, di fatto, profondamente diversi per la natura storica e politica che li contraddistingue. Comparare e differenziare è uno dei metodi di cui la storia si dota per indagare i fatti del passato, che nulla ha in comune con tentativi di revisionismo o, meno ancora, di gerarchia delle vittime in base ai numeri o all'orrore prodotto.
Pur privilegiando l'approccio storico del tema dei genocidi, rimane centrale l'intento educativo del progetto che aspira a problematizzare e attualizzare i temi proposti.
Conoscere e indagare la storia dei genocidi del XX secolo ha senso non solo per un dovere di memoria o di pietas umana per le vittime innocenti, ma l'analisi del passato deve aprirsi a una riflessione collettiva sul nostro presente, sul significato dei diritti umani in una società sempre più multietnica e lacerata da razzismi e intolleranze. Una società in cui la tecnologia, l'industria, la divisione del lavoro, la produttività esasperata sembrano aver sostituito l'etica dei valori con una visione della vita utilitaristica e funzionale, in cui l'individuo tende a omologarsi e a delegare ad altri le proprie scelte e responsabilità.
Conoscere la storia dei crimini contro l'umanità non rende automaticamente i giovani "brave persone", vaccinate contro l'odio, la violenza e il razzismo, ma può aiutarli ad assumere consapevolezza sull'importanza di tenere viva la memoria e, soprattutto, sull'importanza di essere protagonisti e responsabili fino in fondo della propria vita.
Il percorso educativo per gli studenti
(approfondimento storico, laboratori)
25 novembre 2008 - Sala degli Archi, Palazzo Arengo (sotto porticato), piazza Cavour
Il crimine sfuggente. Definire, descrivere e comparare i genocidi del XX secolo.
Lezione di inquadramento storico sui genocidi del XX secolo
Francesco Maria FELTRI, storico
17 dicembre 2008 - Cineteca Comunale, via Gambalunga 27
La geografia dei genocidi: le ragioni della superiorità europea.
Nel Rinascimento gli europei, nel confronto con le altre civiltà, supportati anche dalle nuove teorie evoluzionistiche, svilupparono ideologie razziste che motivarono massacri e genocidi. Le cause del diverso sviluppo nei continenti furono geografiche, ecologiche e tecnologiche e non biologiche.
Lucia FAROLFI, docente di scienze e geografia
20 gennaio 2009 - Cineteca Comunale, via Gambalunga 27
Il cuore di tenebra del Congo
La lezione tratta delle atrocità commesse in Congo fra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo dal sistema coloniale creato dal re del Belgio Leopoldo II: I fatti del Congo suscitarono dibattiti politici, denunce umanitarie e diventarono un simbolo della conquista europea dell'Africa. Il romanzo di Joseph Conrad "Cuore di Tenebra" è una testimonianza morale e letteraria di quest'epoca.
Francesco SUCCI, docente di filosofia e storia
10 Febbraio 2009 - Cineteca Comunale, via Gambalunga 27
I genocidi africani: gli Herero della Namibia, i Tutsi del Ruanda.
La colonia tedesca "laborarorio" di genocidio. In Ruanda un genocidio "malthusiano".
In Namibia il primo genocidio del XX secolo messo in atto dai tedeschi nella loro colonia africana dove sperimentano strategie poi tragicamente riproposte in Europa durante la seconda guerra mondiale.
In Ruanda un genocidio recente che ha avuto complesse cause politiche, economiche e sociali fra le quali esamineremo l'esplosione demografica.
Lucia FAROLFI
24 febbraio 2009 - Cineteca Comunale, via Gambalunga 27
Il genocidio degli Armeni: la storia non si dissolve nel tempo.
Metz Yeghérn, "il Grande Male": così gli armeni ricordano il loro olocausto, con una parola che vuol dire insieme male fisico e anche morale, ciò che addolora, tortura e uccide.
Attraverso le poesie di Daniel Varujan, trucidato insieme ad altri intellettuali armeni nel 1915, i ricordi dei sopravvissuti e i romanzi di Antonia Arslan e di Margaret Ajemian Ahnert, si cercherà di raccontare l'odissea di un popolo in un mondo che sta perdendo la memoria di una ingiustizia collettiva da troppi negata.
Loretta NUCCI, docente di lettere e storia
12 marzo 2009 - Cineteca Comunale, via Gambalunga 27
Sopravvivere nel ghetto. I diari degli adolescenti del ghetto di Varsavia e di Lodz
Nel periodo dal 1940 al 1944, in tutta l'Europa orientale occupata, i nazisti istituirono dei ghetti, allo scopo sia di concentrare e rinchiudere tutti gli Ebrei residenti nei territori invasi dalla Wehrmacht, che per imprigionarvi gli Ebrei deportati dai Paesi occidentali. I ghetti furono l'anticamera della morte, una tappa intermedia nella politica di sterminio messa in atto dal regime di Hitler. Il sovraffollamento, la denutrizione, le terribili condizioni igieniche provocarono la morte di centinaia di migliaia di persone, soprattutto bambini e anziani, mentre dalla fine del 1941 incominciarono le deportazioni dai ghetti verso i centri di sterminio di Chelmno, Treblinka, Sobibor e Belzec.
Numerose sono le testimonianze giunte fino a noi, sia da parte nazista (fotografie, filmati, documenti) che da parte delle vittime (memoriali, diari, documenti) e numerosi furono gli esempi di coraggio e di resistenza da parte degli Ebrei rinchiusi che tentarono in ogni modo di far fronte all'annientamento psichico e fisico. Il percorso metterà a confronto alcune di queste testimonianze, anche mediante l'uso di filmati d'epoca e di fotografie, ma privilegiando la lettura comparata di brani tratti da adolescenti ebrei rinchiusi in ghetti diversi: Janina Barman, Mary Berg, David Sierakowiak, David Rubinowicz.
Laura FONTANA, responsabile Progetto Educazione alla Memoria
24 Marzo 2009 - Cineteca Comunale, via Gambalunga 27
Ebrei internati in Italia: lettere e memoriali
Nel corso della Seconda Guerra mondiale alcune migliaia di Ebrei italiani, e di Ebrei stranieri temporaneamente presenti nel territorio nazionale, privati dei diritti e della libertà, vennero internate in luoghi remoti della nostra penisola. Nella corrispondenza puntualmente vagliata dalla censura e nelle memorie redatte dai sopravvissuti, lo sgomento, la solitudine, le privazioni, il dolore di persone discriminate e braccate per ragioni di "appartenenza razziale", come risulta dalle schede segnaletiche delle Questure del Regno.
Antonio MAZZONI, presidente Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Italia contemporanea di Rimini
21 Aprile 2009 - Cineteca Comunale, via Gambalunga 27
C'era una volta la Jugoslavia ...
"La letteratura serba, croata, fu la nostra, il grande poeta montenegrino, gli scrittori della Bosnia, erano nostri, o meglio, universali, senza confini, né barriere linguistiche. [...]
Credevamo che nell'Altro, in tanti Altri risiedesse la nostra ricchezza. Che il nostro destino fosse comune. E il nostro paese, il più bello del mondo. (Melita Richter Malabotta, sociologa, nata a Zagabria)
Leggere, ascoltare voci e testimonianze da una nazione che non c'è più, per porsi domande e cercare possibili risposte.
Lidia GUALTIERO, responsabile della sezione didattica Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Italia contemporanea di Rimini
Formazione per i docenti
Per gli insegnanti della Provincia di Rimini verrà promosso un seminario di formazione sui genocidi del XX secolo dal titolo "Comprendere i genocidi del XX secolo. Comparare-Insegnare". Il progetto nasce da una collaborazione con il Mémorial de la Shoah di Parigi, l'istituzione più importante in Europa per la ricerca e l'insegnamento del genocidio degli ebrei e coinvolgerà alcuni fra i principali storici e specialisti del tema prescelto (Georges Bensoussan, Yves Ternon, Joël Kotek, Francesco Privitera e altri).
L'iniziativa si avvale anche della partecipazione della Fondazione ex campo Fossoli, dell'Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Italia contemporanea di Rimini e dell'ANPI Associazione Nazionale Partigiani d'Italia di Rimini.
Il seminario sarà articolato in due moduli, il primo si svolgerà a Rimini, presso la Cineteca Comunale nei giorni 17 e 18 ottobre; il secondo avrà luogo a Parigi, presso il Mémorial de la Shoah nei giorni 7 e 8 dicembre 2008.
Altre iniziative nell'ambito del progetto per l'Educazione alla Memoria
Memoria e storia: incontro con i sopravvissuti
Questa generazione di studenti e studentesse è l'ultima in grado di ascoltare dal vivo il racconto di coloro che vissero la persecuzione durante il nazi-fascismo e la deportazione nei lager. Da domani, quando i sopravvissuti non saranno più in vita, il compito di tramandare la memoria spetterà solo alle nuove generazioni.
Quest'anno verranno proposti due testimoni di particolare importanza, in quanto entrambi i sopravvissuti, Hanna Weiss e Cesare Finzi, erano adolescenti all'epoca della deportazione degli ebrei dall'Italia.
Giovedì 23 ottobre 2008 (mattina), un gruppo di studenti di Rimini dell'Istituto Tecnico Industriale "L. da Vinci" dialogherà in video-conferenza da Israele con Hanna Weiss, ebrea italiana originaria di Fiume che venne deportata ad Auschwitz all'età di 16 anni con tutta la sua famiglia.
La testimonianza di Hanna Weiss è parte di un progetto speciale promosso e finanziato da Yad Vashem di Gerusalemme, il più importante museo e centro di ricerca sulla Shoah al mondo, che ha scelto Rimini per rappresentare l'Italia in un programma educativo sulla trasmissione della memoria dell'Olocausto, condotto in contemporanea da tutti i Paesi della Comunità Europea.
Martedì 27 gennaio 2009, ore 9 Teatro degli Atti di Rimini
Cesare Finzi, ebreo di Ferrara che riuscì a sfuggire alla deportazione, trovando rifugio in Romagna, incontrerà gli studenti di Rimini.
La testimonianza sarà preceduta da un'introduzione storica sulle leggi razziali del 1938 e la deportazione degli ebrei dall'Italia a cura di Francesca Panozzo, ricercatrice all'Università di Urbino.
L'incontro sarà condotto da Lidia Maggioli, curatrice del libro dedicato alla storia della famiglia di Cesare Finzi.
L'incontro sarà aperto alle classi quarte e quinte dei Licei e Istituti superiori della Provincia di Rimini. Gli insegnanti interessati ad assistere alla testimonianza, sono invitati a partecipare con i loro studenti a un incontro preparatorio sulle Leggi razziali in Italia che sarà condotto da Francesca Panozzo, giovedì 15 gennaio 2009 dalle ore 9 alle ore 11 (il luogo verrà comunicato in base al numero delle adesioni). Tale incontro, se il numero dei partecipanti lo consente, avrà forma laboratoriale: attraverso documenti e fonti di diversa natura si evidenzia come il pregiudizio antiebraico abbia potuto trasformarsi, durante il regime fascista, in una legislazione persecutoria nei confronti dei cittadini italiani di origine ebraica.
Iniziative per la cittadinanza
In coincidenza con la commemorazione del Giorno della Memoria (27 gennaio 2009) e del Giorno del Ricordo (10 febbraio 2009) verranno promosse diverse iniziative rivolte alla cittadinanza, in particolare, nell'ambito delle sezioni Cinema e memoria, la Cineteca Comunale proporrà la proiezione di film a tema.
Febbraio 2009, data da definire, Aula Magna Università di Rimini
Georges Bensoussan, storico francese, Prix Mémoire de la Shoah 2008
Conferenza magistrale
In tale occasione verrà presentato il libro "Genocidio. Una passione europea", Marsilio, 2008.
Progetto a cura di Laura Fontana
Responsabile del Progetto Educazione alla Memoria
progettieducazionememoria@comune.rimini.it