Le vite degli altri. Il confine italo-jugoslavo tra racconti, immagini e rappresentazioni

Incontro rivolto alle scuole secondarie di secondo grado a cura di Alessandro Cattunar, presidente Associazione culturale "quarantasette / zero quattro"
Sabato 13 febbraio 2016, ore 10, Sala del Giudizio (Museo della Città)

Le foibe si configurano come un importante punto di frattura interpretativo non solo sul piano storiografico, ma anche – e soprattutto – nel più ampio dibattito pubblico. La stessa parola foibe ha ormai assunto un forte valore simbolico e paradigmatico, diventando un termine ‘ombrello’ – usato in maniera quasi sempre generica, impropria o quantomeno imprecisa – utile ad identificare un’intera fase storica. In Italia, infatti, tanto nelle discussioni pubbliche quanto nella vulgata, le complesse vicende dell’area di confine nel dopoguerra – dalla liberazione alla nascita della frontiera – sembrano spesso ridursi unicamente alla «questione delle foibe». Per evitare tale semplificazione è utile riflettere – come indicato anche dal testo della legge che istituisce la commemorazione – sulla più complessa vicenda della Venezia Giulia e del Litorale adriatico, a partire dall’affermazione del cosiddetto «fascismo di confine» fino alla definizione della frontiera nel 1947 (a Gorizia) e nel 1954 (a Trieste).
Partendo da vicende individuali, cercheremo di dare risposte (sempre al plurale) sui modi in cui le persone e le diverse comunità vissero e percepirono gli eventi: le emozioni, le motivazioni, gli stati d’animo, le valenze simboliche che spinsero all’agire (o al non agire).

Alessandro Cattunar (Gorizia, 1983) è dottore di ricerca in Storia Contemporanea e attualmente è borsista all’Università di Padova. È presidente dell’Associazione “quarantasette / zero quattro” con cui sta sviluppando numerosi progetti di ricerca ed educativi focalizzati sulla storia del Novecento nell’area di confine tra Italia e Slovenia.