Incontro con Cesare Finzi

Martedì 26 gennaio ore 9.30
Teatro degli Atti, via Cairoli 42

Ebreo ferrarese perseguitato durante il fascismo, Cesare Finzi riuscì a salvarsi dalla deportazione, insieme alla sua famiglia, grazie al coraggio e alla generosità di persone comuni che accettarono di aiutarli e nasconderli.

Incontro aperto alle scuole secondarie di primo grado (classi terze)
L'incontro è introdotto da Lidia Maggioli, curatrice delle memorie di Cesare Finzi, dal titolo "Qualcuno si è salvato ma niente è stato più come prima" (Società Editrice Il Ponte Vecchio).

Cesare Moisè Finzi, appartenente a una famiglia ferrarese di antica tradizione ebraica, ha 8 anni quando nell’Italia fascista del 1938 vengono promulgate le leggi razziali che danno inizio alla persecuzione degli Ebrei italiani, privandoli di tutti i loro diritti. Gli alunni e gli studenti ebrei, così come gli insegnanti, vengono espulsi da tutte le scuole pubbliche. Cesare è quindi costretto a frequentare privatamente anche la scuola media, dove ha la fortuna di avere tra gli insegnanti il grande scrittore Giorgio Bassani. Dopo l’8 settembre 1943 e la fine dell’alleanza italo-tedesca, incomincia la fase più radicale della persecuzione degli Ebrei italiani, da allora costretti a fuggire o a nascondersi per tentare di scampare all’arresto e alla deportazione verso il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. La famiglia dei Finzi lascia Ferrara e incomincia un disperato vagabondare per città e paesi, da Ravenna a Gabicce, da Morciano a Mondaino e Montefiore, tra umiliazioni e patimenti, per cercare un rifugio e salvarsi dai rastrellamenti. Cesare Finzi ha potuto salvarsi grazie anche all’aiuto, al coraggio e alla generosità di persone che non hanno esitato a prestare soccorso alla sua famiglia, fornendo loro un’identità falsa che nascondesse la colpa di essere nati ebrei.

finzi