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Le donne nella Shoah: strategie di sopravvivenza e resistenza nella persecuzione.

Incontro a cura di Laura Fontana, responsabile Attività di Educazione alla Memoria e Responsabile Italia Mémorial de la Shoah Parigi
Giovedì 18 gennaio 2018, ore 16.15, Sala del Giudizio, Museo della Città L. Tonini

Gusta Drangera e Miriam Libeskind, resistenti e membri dell'Organizzazione
Ebraica Combattente (ŻOB, Zydowska Organizacja
Bojowa), fotografate a Cracovia, Polonia, 1939. Mémorial de la
Shoah/Coll. Istituto storico ebraico di Varsavia

Il regime nazista mise in atto una politica di distruzione radicale dell’ebraismo, divenuta genocidio dagli ultimi mesi del 1941, che non tenne conto di distinzioni di genere né di età. Gli ebrei, uomini o donne, adulti o bambini, dovevano “letteralmente sparire dalla faccia della terra” come ripeté più volte il Reichsführer Himmler, che ebbe un ruolo chiave nel pianificare la cosiddetta Soluzione finale.

D’altro canto, la storiografia ha trascurato per decenni una prospettiva di genere: donne e bambini sono stati genericamente inclusi nel bilancio delle vittime e in una narrazione generica “sugli ebrei nella Shoah”, ma raramente considerati come un soggetto storico da prendere in considerazione. Eppure le donne hanno vissuto in maniera spesso diversa dagli uomini la persecuzione nazista, l’internamento nei ghetti e nei campi, la deportazione e la Shoah, attivando strategie di difesa e di sopravvivenza, oppure subendo umiliazioni e brutalizzazioni, particolari e dissimili da quelle degli uomini. La maternità, ad esempio, le ha rese vulnerabili all’arrivo nei lager, condannandole spesso ad una morte immediata perché incinte o con bambini al seguito, così come la violenza sessuale e lo sfruttamento del corpo negli esperimenti scientifici ha  spesso privilegiato proprio le prigioniere femminili, anche in giovanissima età.

Ma la storia delle donne ebree nella Shoah non può ridursi ad una questione di genere solo per evidenziare la tragedia del corpo come elemento di ulteriore sofferenza, perché devono essere ricordate tutte le esperienze positive di solidarietà, resistenza e coraggio che in tante situazioni hanno permesso loro, proprio in quanto donne, di fare la differenza anche per gli altri famigliari e compagni perseguitati.

La conferenza rivolta agli insegnanti, ma aperta alla cittadinanza, proporrà di adottare questa prospettiva femminile attraverso alcuni esempi significativi di donne che nella Shoah hanno avuto un destino particolare.

 

Questa iniziativa rientra nell’ambito del ciclo di incontri di formazione e aggiornamento per docenti Che genere di storia? Ripercorrere il calendario civile con la lente della storia di genere promosso dall’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea di Rimini.

L’Istituto propone una serie di 8 incontri per insegnanti vicino alle principali date del calendario civile legati però dal punto di vista della storia “femminile”. Docenti provenienti dall’ambito universitario percorreranno momenti cruciali della storia del Novecento illustrando quale fu il ruolo specifico delle donne in essi.

Per maggiori informazioni visitare il sito dell’Istituto: www.istitutostoricorimini.it

 




Con la collaborazione del Mémorial de la Shoah di Parigi