Programma 2018/19

SEMINARIO DI FORMAZIONE PER LE SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO

Riflessioni sull’umano e l’inumano:

le deportazioni nei lager e la Shoah, tra storia, memoria e rimozioni

Destinatari: solo gli studenti e le studentesse delle classi IV delle scuole secondarie di secondo grado del Comune di Rimini, preventivamente iscritti.

 

Programma del seminario

 

Giovedì 29 novembre/ L’Italia fascista: il potere della propaganda

Francesco Succi, Istituto storico Rimini, Gianluca Guidomei, Viale dei Ciliegi 17

La dittatura fascista non si basò solo sulla sistematica repressione di ogni forma di dissenso, ma anche sulla volontà di guadagnare l’appoggio delle masse, delle categorie sociali e dei giovani.

Questa lezione analizza i meccanismi della propaganda del regime, i modelli che propone e la costruzione dell’immagine del nemico.

Uno strumento indispensabile per la formazione del consenso e il controllo capillare della società civile.

 

Giovedì 14 febbraio / L’origine delle leggi razziali in Italia

Maria Rosaria di Dedda, docente di italiano e storia

Lidia Gualtiero, Attività di Educazione alla Memoria Comune di Rimini

Domenico Patrignani, docente di italiano e storia

Le leggi razziali italiane furono frutto della autonoma politica fascista che era in sé razzista o furono in qualche modo imposte a Mussolini e al governo italiano, non direttamente, ma attraverso una serie di pressioni dall’alleato tedesco?

È possibile dare una risposta a questa controversia storiografica, spesso utilizzata nel dibattito pubblico in chiave politica, solo analizzando approfonditamente i documenti alla luce delle più recenti e autorevoli ricerche in materia.

 

Giovedì 14 marzo 2019 / La zona grigia: la vergogna del sopravvissuto

Loretta Nucci, docente di italiano e storia

La lezione vuole analizzare il concetto di "zona grigia" presente ne I sommersi e i salvati, l'ultima opera di Primo Levi, a partire dall'analisi del lager e del suo mondo capovolto. E, sulle piste della "zona grigia", particolare attenzione sarà rivolta alla figura di Chaim Rumkowski, il decano del ghetto polacco di Lodz, il "re dei giudei", la coscienza grigia che occupa lo spazio tra vittima e carnefice.

 

Giovedì 4 aprile 2019/ Le categorie di umano ed inumano ad Auschwitz. L’insegnamento di Primo Levi

Laura Fontana, Responsabile Attività di Educazione alla Memoria

Al centro dell’opera narrativa e di testimonianza su Auschwitz di Primo Levi è costante la riflessione sull’umano. Il lager nazista, secondo Levi, era concepito come un sistema di umiliazione e violenza assoluta volto, prima ancora che all’uccisione fisica dei prigionieri, alla demolizione dell’umanità. Ma accanto alle lucide considerazioni sul carnefice, assuefatto da un’educazione all’odio a trattare gli internati con brutalità, disprezzo o indifferenza, e sulla vittima, degradata da un trattamento crudele al rango di oggetto o di animale e privata di ogni diritto (a partire dalla dignità del proprio nome come elemento di identità non omologabile alla massa), Primo Levi riesce a vedere anche nell’inferno più assoluto del campo di concentramento frammenti di umanità che gli sembrano “remote possibilità di bene”: Alberto, Lorenzo, e qualche altro incontro nel lager, lo aiutarono a sopravvivere, dimostrando come anche nell’abisso del male è possibile reagire e restare umani, nel senso più alto del termine.

Gli studenti iscritti al seminario parteciperanno, a piccoli gruppi, anche ad una visita guidata alla mostra intitolata 1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia, realizzata dalla Fondazione CDEC, che verrà allestita dal 25 gennaio al 3 marzo 2019 al Museo della Città di Rimini.

La mostra, a cura di Alessandra Minerbi, con la consulenza di Liliana Picciotto e Michele Sarfatti, documenta, in modo scientifico e completo, la storia della persecuzione antisemita in Italia, dalla campagna stampa del 1938 fino alla deportazione ad Auschwitz, luogo principale di sterminio degli ebrei della penisola. Il percorso fornisce gli elementi conoscitivi di una vicenda che in Italia si è articolata in due tappe consequenziali anche se parzialmente autonome: la legislazione antisemita e le sue conseguenze sulle vittime (autunno 1938 – estate 1943); la clandestinità, la fuga, gli arresti, la deportazione e lo sterminio (settembre 1943 – aprile 1945).

Gli incontri, salvo dove diversamente indicato, si svolgono presso la Sala del Giudizio del Museo della Città, via L. Tonini n. 1 (tel. 0541 793851) dalle ore 15.00 alle ore 17.00.

 

Segreteria e coordinamento scuole: Manuela Rosa, tel.0541 704545, manuela.rosa@comune.rimini.it

Tutor studenti iscritti al seminario: prof.sa Lidia Gualtiero, lidia.gualtiero@libero.it

Responsabile Attività di Educazione alla Memoria, Laura Fontana, tel. 0541 704292, laura.fontana@comune.rimini.it

 

VIAGGIO STUDIO AI LUOGHI DELLA STORIA E DELLA MEMORIA

Varsavia e Lublino-Majdanek, date da definire a ottobre 2019

Al termine del seminario di formazione, se le risorse dell’Amministrazione Comunale lo consentiranno, un gruppo di circa 50 studenti e studentesse degli Istituti superiori riminesi parteciperà ad un viaggio studio della durata di 4 giorni in Polonia, con destinazione Varsavia e Lublino-Majdanek. Obiettivi del viaggio saranno principalmente tre: 1) approfondire la storia della presenza ebraica in Polonia, valorizzando il contributo culturale, artistico e politico che questa minoranza ha dato alla vita e allo sviluppo del loro Paese; 2) conoscere la storia della Shoah attraverso alcuni luoghi simbolo della persecuzione e della resistenza ebraica; 3) studiare le deportazioni dall’Italia verso i campi di prigionia e di concentramento in Polonia, con particolare riferimento al lager di Majdanek. Il progetto intende arricchire e integrare il percorso di studio affrontato nell’anno scolastico precedente, ponendo i giovani partecipanti al centro del processo di incontro intellettuale ed emotivo coi luoghi dell’ebraismo e della Shoah, stimolando una riflessione sulle azioni individuali che ognuno è chiamato a compiere come cittadino del proprio tempo

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Nell'immagine la piccola Sissel Emilia Vogelmann (1935-1944), deportata coi genitori ad Auschwitz-Birkenau e uccisa nelle camere a gas. © Per gentile concessione della famiglia Vogelmann