Seminario di formazione per gli studenti delle scuole medie superiori di Rimini
6 Novembre 2007 - 27 Marzo 2008 ore 15 Cineteca Comunale Rimini
Introduzione al percorso
Molti storici, filosofi, scrittori concordano nel definire il Novecento come "il secolo del grande Male", un'epoca tragicamente contrassegnata dalla barbarie. Il Novecento, lacerato da due conflitti mondiali tra i più distruttivi della storia, ha visto anche la tragica affermazione di regimi totalitari come il fascismo, il nazionalsocialismo, il comunismo, regimi che si sono violentemente opposti, sul terreno dell'ideologia e poi sui campi di battaglia. E' stato il secolo dei gulag, dei lager, di Auschwitz e di Hiroshima, della distruzione totale, dei genocidi di almeno 4 popoli (gli Herero in Namibia, gli Armeni, gli Ebrei e i Tutsi in Rwuanda), nonché di innumerevoli altri massacri fra cui uno consumato alle porte di casa nostra a Szrebrenica, nella ex Jugoslavia, ai danni dei musulmani di Bosnia.
Male, dunque, inteso non in senso metafisico, come componente dell'animo umano, eterna tentazione e dannazione contrapposta al Bene, ma Male politico, identificabile nella comparsa di un regime politico nuovo - il totalitarismo - che ha calpestato i sistemi democratici, causando la perdita dei diritti civili e la persecuzione di milioni di persone. Male che, soprattutto, ha provocato crimini contro l'umanità, tra i quali, la Shoah (lo sterminio di 6 milioni di ebrei in Europa), evento che ha suscitato interrogativi inediti che hanno lasciato tracce profonde e ferite aperte nella società occidentale.
Oggi, a distanza di pochi decenni, come possiamo giudicare quell'epoca? Quale eredità ci ha lasciato il XX secolo? Certo è che l'uomo si è macchiato di atti orribili, arrivando a compiere crimini talmente efferati e impensabili, da rendere estremamente labile il concetto di nemico in guerra: camere a gas e bombe atomiche sono state inventate per uccidere con criteri di alto rendimento tecnologico uomini, donne e bambini inermi.
E' vero, a fare storia sono soprattutto le tragedie e gli avvenimenti tristi, ma è anche vero che il tutto non può ridursi solo a una successione di Male e di carnefici e non possiamo limitarci a leggere la storia del Novecento solamente come una "carrellata degli orrori". E il XX secolo non è stato solo contrassegnato dal Male assoluto, ma ha anche conosciuto il suo opposto, quello che il filosofo francese Tzvetan Todorov ha definito in un suo recente libro la tentazione del bene.
Protagonisti del Novecento, secolo barbaro per antonomasia, sono stati anche uomini e donne dal destino drammatico, capaci in vari modi e in varie circostanze di resistere al Male, rifiutando di farsi annientare, annichilire, disumanizzare. Oltre ai tanti resistenti che nei vari Paesi si sono opposti politicamente e militarmente alla dittatura, mettendo a rischio la propria vita, presenteremo nel corso di questo seminario, rivolto agli studenti di quinta superiore, alcune figure di uomini e donne che hanno saputo illuminare con il loro pensiero lucido e implacabile, con la loro arte o con il loro operato, un'epoca oscura e tragica, in cui il concetto di Bene sembrava impossibile da declinare in qualcosa di più concreto che un vago anelito.
Gli incontri e i laboratori qui proposti intendono promuovere una riflessione su come l'essere umano - anche in condizioni estreme, difficili, in cui il Male assoluto sembra prevalere su tutto e soffocare la libertà di scelta - riesca ad opporre resistenza, mettendo in gioco forme di affermazione di sé, quali l'azione di solidarietà o di denuncia del male stesso, la scrittura, l'arte, la fede, contrastando, dunque, il male, con la ricerca di valori positivi da trasmettere.
Calendario delle lezioni
orario 15-17
Martedì 6 novembre - Museo della Città, Sala Giudizio Universale
La sfida della comparazione: GULag e lager nazisti a confronto.
Francesco Maria Feltri, storico e insegnante
L'incontro si propone di verificare la validità storiografica del concetto di totalitarismo, mettendo a confronto realtà (come i lager sovietici e quelli tedeschi) che per certi aspetti risultano comparabili. Obiettivo didattico ultimo dell'incontro, però, è di mettere in risalto la specificità ideologica dei singoli regimi, e, quindi la sostanziale diversità dei crimini di massa da essi commessi. Per quanto concerne il metodo, si farà ampio uso di immagini, in modo da cogliere le caratteristiche tipiche dei vari luoghi esaminati.
Giovedì 29 novembre- Museo della Città, Sala Giudizio Universale
L'ordine del terrore: l'organizzazione dei campi di concentramento sotto il Terzo Reich
Laura Fontana, Responsabile del Progetto di Educazione alla Memoria, Comune di Rimini
Dal 1933, apertura di Dachau, primo KZ, fino alla fine della guerra, i nazisti installarono una fitta rete di campi in tutta Europa, allo scopo di rinchiudere e isolare gli oppositori politici e tutti coloro che il regime considerava "non ariani" e dunque, seppur per ragioni molto diverse, nemici pericolosi. Diverse furono le funzioni dei lager (campi di rieducazione, di punizione, di lavoro, di annientamento, di sterminio) come diverse furono le categorie dei prigionieri deportati tra il 1933 e il 1945. Oppositori politici, criminali comuni, omosessuali, Testimoni di Geova, prigionieri di guerra, Ebrei, non ebbero tutti un identico destino e nel corso dell'incontro si cercherà di riflettere su alcune errate convinzioni e luoghi comuni sulla storia della deportazione.
Martedì 18 dicembre - Museo della Città, Sala Giudizio Universale
Contro l'indifferenza e la passività, le testimonianze di Margarethe Buber Neumann, Germaine Tillion e Milena Jesenska
Antonio Mazzoni, Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Italia Contemporanea di Rimini
Deportate nei lager nazisti (la Buber-Neumann anche nei GULag), queste tre donne ci hanno lasciato alcuni scritti che sono molto più di preziose testimonianze sull'esperienza personale subita nei campi di concentramento. Leggere questi scritti è per noi tutti, malgrado il contesto della meditazione che nasce dalla prigionia, a contatto con la violenza e la morte, un motivo di rinnovata fiducia negli esseri umani.
Buber Neumann, Jesenska, Tillion riescono, in effetti, senza proclami tonanti, senza sermoni, senza odio o rancore, a mettere la ricerca della verità e della giustizia al di sopra di tutto. E soprattutto testimoniano la capacità di preservare la dignità nelle situazioni più avverse ribadendo la loro voglia di vita, di amicizia, di libertà.
Giovedì 17 gennaio - Cineteca Comunale
La zona grigia: la colpa dei Tedeschi è la nostra colpa
Loretta Nucci, docente di lettere e storie nelle scuole medie superiori a Rimini
Primo Levi non è soltanto il testimone insuperabile dello sterminio degli Ebrei e il custode della memoria, ma è anche l'analista della zona grigia, il creatore di profetici apologhi fantascientifici, il poeta e il maestro dello scrivere chiaro che "ha sempre una parola in più degli altri scrittori". La sua opera fonde tensione etica, capacità di osservazione e rigore dell'indagine nel cercare di rispondere alla domanda fondamentale: è questo l'uomo? Come può resistere al Male? Chi può dirsi sicuro di essere immune da quest'infezione? Partendo da un intervento di Primo Levi del 1955, verranno confrontate alcune pagine tratte da Il sistema periodico e da I sommersi e i salvati, analizzando il tema dei rapporti fra oppressore e oppresso, vittima e carnefice, nelle sfumature più ambigue e intermedie che portano spesso alla collaborazione della vittima con il proprio carnefice.
Martedì 12 febbraio - Cineteca Comunale
La politica musicale del nazismo: dalla musica "bolscevica" alla musica "degenerata"
Maurizio Disoteo, docente di Educazione Musicale presso la Scuola Europea di Bruxelles
Durante il seminario sarà discussa la politica culturale del nazismo nel settore musicale, con particolare riferimento alla persecuzione, per ragioni politiche o "razziali", delle cosiddette musiche "degenerate", dagli attacchi alla musica "bolscevica" a quella "giudaica".
Saranno anche discussi gli aspetti estetici di tale persecuzioni e presentate le vicende di alcuni compositori comunisti o ebrei in Germania e nei Paesi occupati, le cui voci furono soffocate con azioni che andarono dal divieto alla rappresentazione delle opere sino all'eliminazione fisica.. Saranno anche offerti alcuni spunti di riflessione sulla situazione italiana durante il fascismo.
Giovedì 28 febbraio - Cineteca Comunale
In nome di Dio: storie di uomini di fede che si sono opposti al nazismo
Francesco Succi, docente di lettere e storie nelle scuole medie superiori a Rimini
La storia del Terzo Reich è spesso ricordata solo per i suoi aspetti più drammatici: una feroce dittatura che in pochissimo tempo ha trasformato la Germania in un clima di terrore, in cui l'unica via per sopravvivere era quella del consenso (attivo o passivo) per il regime e dell'adesione al mito del Führer.
Eppure anche in quegli anni bui, figure come il teologo evangelico Dietrich Bonhoffer, Padre Massimiliano Kolbe, il vescovo von Galen di Münster e altri religiosi e uomini di fede, sono stati esempi luminosi di coerenza alla propria dottrina, nonché di coraggio nell'opporsi pubblicamente al nazismo, lanciando un messaggio chiaro anche a tutta la popolazione tedesca.
Workshop/Unità educative a tema
Per la seconda parte del seminario, gli studenti verranno divisi in tre gruppi più piccoli, affinché sia possibile sperimentare un lavoro più interattivo e collegiale, nonché per facilitare lo scambio di riflessioni sugli argomenti proposti dal docente.
Gli studenti indicheranno entro il 6 dicembre l'opzione prescelta che verrà riconfermata solo in base a un'equa suddivisione dei partecipanti su tutti e tre i percorsi. E' obbligatoria la frequenza a uno dei tre percorsi proposti.
Lo sport : un diritto dell'uomo? Le Olimpiadi di Berlino (1936)
a cura di Laura Fontana, Responsabile del Progetto Educazione alla Memoria del Comune di Rimini - Giovedì 13 marzo 2008 ore 15 - Cineteca Comunale Rimini
La carriera sportiva di migliaia di calciatori, pugili, atleti tedeschi fu spezzata brutalmente dal regime nazista che fin dal 1933 espulse tutti gli atleti considerati "non Ariani", (a incominciare dagli ebrei) dalle squadre e competizioni nazionali. La discriminazione degli ebrei non fu tuttavia motivo sufficiente per fermare le Olimpiadi di Berlino del 1936 che, anzi, furono un vero e proprio trionfo mondiale. Di lì a poco la Shoah avrebbe travolto la vita di milioni di uomini, donne e bambini, colpevoli di essere nati ebrei. Eppure, malgrado la politica razzista di Hitler, il mondo dello sport fu ricco di esempi di illustri atleti e sportivi, ebrei, zingari o tedeschi antinazisti, che seppero essere non solo campioni sul podio olimpico, ma anche grandi persone nella loro vita, compiendo scelte di coraggio, solidarietà e resistenza al Male.
Nel corso dell'incontro verranno proiettati brani tratti dal film Olympia di Leni Riefenstahl, girato all'epoca delle Olimpiadi su commissione del regime nazista e analizzate alcune biografie di atleti, al fine di promuovere la discussione collettiva e lasciare agli studenti il compito di completare autonomamente la ricerca sulle storie degli sportivi durante il Terzo Reich.
Varian Fry, Oskar Schindler, Chiune Sugihara: da spettatori della storia a Giusti fra le Nazioni
a cura di Francesca Panozzo, studiosa di storia della Shoah - Martedì 18 marzo 2008 ore 15 - Cineteca Comunale Rimini
Cosa accomuna un giornalista americano (Varian Fry), un industriale sudeto (Oskar Schindler) e un diplomatico giapponese (Chiune Sugihara)? C'è una vocazione unica a compiere il bene e a diventare simboli di solidarietà e di coraggio? Questi tre uomini che vissero gli anni del Terzo Reich non furono né santi né eroi nella loro vita quotidiana, ma persone comuni che, per motivi diversi e del tutto personali, compirono, a un certo punto della loro esistenza, una scelta difficile e coraggiosa: quella di aiutare, a rischio della propria vita, gli ebrei perseguitati dal regime nazista. Una scelta di azione che li ha trasformati da spettatori passivi del male in giusti, cioé protagonisti della storia come artefici del bene.
Alternando un puntuale inquadramento storico a un lavoro di tipo laboratoriale, verrà data la possibilità di riflettere sull'importanza della scelta individuale come forma di opposizione al male e come possibilità del comportamento umano anche in circostanze estreme in cui la paura sembra paralizzare ogni nostra facoltà di agire e questo verrà dimostrato grazie a numerosi esempi di vita che hanno fatto la storia dei Giusti fra le Nazioni.
La musica come forma di ribellione al regime: la storia dei ragazzi di Amburgo (Swing Kids)
a cura di Lidia Gualtiero, Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Italia Contemporanea di Rimini - Giovedì 27 marzo 2008 ore 15 - Cineteca Comunale Rimini
Ad Amburgo nel 1939, mentre Hitler sta portando la Germania verso la guerra, i ragazzi iscritti alla Hitlerjugend, sottoposti a una severa disciplina, vengono spinti da una propaganda al fanatismo verso il Fuhrer e all'odio verso gli ebrei. Ma un gruppo di giovani tedeschi ribelli detti "Swing Kids", entusiasti della musica da ballo americana, ascoltano di nascosto dischi di Benny Goodman, Count Basic, vestono elegantemente all'inglese, portano i capelli piuttosto lunghi e si riuniscono di notte a ballare e a suonare al Cafè Bismark, dove si scatenano nelle nuove danze americane. Essi fanno della swing un simbolo di rivolta. Partendo dalla visione di spezzoni del film Swing Kids-Giovani Ribelli di Thomas Carter, il percorso toccherà il tema della condizione di vita dei giovani nella Germania nazista, dell'influsso della ideologia della razza, della militarizzazione e la vita in guerra.
Avviso agli studenti:
Si richiede la puntualità agli incontri. Per attestare la partecipazione, verrà richiesta la firma al termine di ogni incontro.
In nessun caso verranno accettate firme di presenza apposte a posteriori o giustificazioni per assenze di qualunque tipo (gite scolastiche, stages, malattie, corsi).
Per comunicazioni o richiesta di informazioni, si prega di contattare progettieducazionememoria@comune.rimini.it